lunedì, Maggio 27, 2024
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Mamma uccise figlio, battaglia dei legali per perizia psichiatrica

Contestate dagli avvocati della donna le parole del parlamentare Antonio Antoniozzi

Mamma uccise figlio, battaglia dei legali per perizia psichiatrica. Contestate dagli avvocati della donna le parole del parlamentare Alfredo Antoniozzi. Bagarre mediatica intorno alla figura di Adalgisa Gamba, accusata di avere ucciso il figlio di due anni e mezzo a Torre del Greco. Gli avvocati Salvatore del Giudice e Michele Coppola hanno replicato alle parole del parlamentare di Fratelli d’Italia. Antoniozzi, secondo i legali, ha riferito circostanza “palesemente false e fuorvianti”. Ma c’è di più. Secondo gli avvocati “calpestano la presunzione di non colpevolezza sancita dall’articolo 27 della Costituzione, definendo una mera imputata ‘autrice del terribile omicidio del piccolo figlio'”.

MAMMA UCCISE FIGLIO, ANTONIOZZI INTERVIENE IN AULA

Alfredo Antoniozzi, vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, in un comunicato aveva manifestato alcune perplessità. In particolare circa la decisione della Corte di Assise di Napoli di disporre una perizia psichiatrica per la signora. Scriveva il parlamentare della maggioranza: “Ci perplime e ci indica come si sia aperta la strada di una possibile seminfermità”.

LA DURA REAZIONE DEGLI AVVOCATI

La risposta degli avvocati: “Le perizie a cui la signora Gamba è stata sottoposta in carcere hanno unicamente accertato che le patologie dell’imputata potevano essere curate in carcere, ma non riguardavano assolutamente la sua capacità di intendere e volere”. I due legali ricordano che “non era mai stata disposta una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e di volere dell’imputata” e solo “a seguito della nostra richiesta probatoria, la Corte di Assise di Napoli ha ammesso la perizia psichiatrica e rinviato il processo”.
“Le dichiarazioni dell’on. Antoniozzi ci hanno lasciati senza parole” scrivono nella nota del Giudice e Coppola i quali si dicono perplessi sul fatto che un parlamentare “senza aver letto un singolo atto del procedimento penale, si lasci andare a faziosi e superficiali commenti su questioni processuali estremamente complesse e delicate”.

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