Sarà sempre più difficile in futuro trovare un posto al fresco in Campania durante i mesi che vanno da maggio a fine settembre. Il termometro sarà sempre più bollente. I dati dell’Indice climatico d’Italia 2026 fotografano un cambiamento radicale per il nostro territorio, con le notti che non concedono più tregua e la colonnina che sale in modo preoccupante.
Il progetto del Corriere della Sera e di iLMeteo.it, ha analizzato 107 comuni capoluogo attraverso 14 diversi indicatori. Ebbene tutte le città campane segnano un netto peggioramento della qualità della vita legata al clima.
Napoli ottiene il risultato peggiore tra le città campane, è al 44° posto. Seguono Salerno al 79° posto, Avellino al 90°, Caserta al 93° e Benevento che chiude la classifica regionale al 103° posto. A pesare su questi dati è soprattutto il fenomeno delle “notti tropicali”, quelle in cui la temperatura minima non scende sotto i 20 gradi, un indicatore chiaro dell’impatto del riscaldamento globale.
La Campania, e l’Italia intera, si sta insomma “tropicalizzando”. Il fenomeno colpisce con particolare intensità le città sul versante tirrenico della penisola. Napoli guida questa graduatoria regionale con ben 95 notti tropicali registrate nel 2025, piazzandosi all’11° posto nella speciale e specifica classifica nazionale, quasi il doppio rispetto alla media italiana di 52 notti.
Le altre città campane non sono da meno. Salerno si attesta al 18° posto con 82 notti tropicali, mentre Caserta occupa il 21° posto con 79 notti. Questi numeri, spiegano gli esperti, raccontano di una costante degli ultimi anni che sta trasformando il clima della regione, rendendo l’estate un periodo di caldo persistente anche durante le ore notturne.
