sabato, Maggio 25, 2024
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“Salvini ministro della malavita”, oggi Roberto Saviano a processo

L’autore di Gomorra afferma: “Tre ministri portano in tribunale chi osa criticarli”. Il processo proseguirà il 1° giugno.

“Salvini ministro della malavita”, oggi Roberto Saviano a processo

Pochi minuti di udienza per il processo a carico dello scrittore Roberto Saviano intentato per diffamazione dal leader leghista, Matteo Salvini. Il giudice ha aggiornato il processo al 1° giugno quando sarà ascoltato l’attuale ministro delle Infrastrutture, il quale ha citato nella lista dei testi a difesa anche il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.

“Sono fiero di essere imputato – afferma l’autore di “Gomorra – perché mi dà la possibilità di testimoniare al Tribunale di non voler permettere a leader di partito e ministri di blindare la possibilità di critica, fosse anche un grido”.

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“Oggi mi difendo dal vicepresidente del Consiglio, mentre ho un processo in corso con la presidente del Consiglio e una causa civile intentata contro di me dal ministro della Cultura”, afferma Saviano.

E aggiunge: “Tre ministri di uno stesso governo portano in tribunale chi osa criticarli”.

Inoltre sulla scorta che lo accompagna da anni aggiunge: “Cancellare la scorta, come Salvini invoca da anni, significava cacciarmi dal Paese. Esattamente come auspicato, dopo le elezioni che hanno visto nascere quest’ultimo governo, da migliaia di loro simpatizzanti”.

SAVIANO ALLA PRIMA UDIENZA: “SONO FIERO DI ESSERE IMPUTATO”

Nel corso dell’udienza Saviano ha rilasciato dichiarazioni spontanee affermando di essere “fiero di essere imputato” nel procedimento perché ciò gli dà la possibilità di “testimoniare al Tribunale di non voler permettere a leader di partito e ministri di blindare la possibilità di critica, fosse anche un grido”.

“Oggi mi difendo dal vicepresidente del Consiglio, mentre ho un processo in corso con la presidente del Consiglio e una causa civile intentata contro di me dal ministro della Cultura”. Roberto Saviano, che in un post definì Salvini come “ministro della mala vita”, parlando del leader del Carroccio aggiunge: “Era divenuto intollerabile come si relazionava al Sud Italia, utilizzandolo come bacino di voti facili. Cancellare la scorta, come Salvini invoca da anni, significava cacciarmi dal Paese, esattamente come auspicato, dopo le elezioni che hanno visto nascere quest’ultimo governo, da migliaia di loro simpatizzanti”.

 

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