Ha attraccato nel porto di Napoli senza il clamore mediatico che viene riservato in genere in Italia a una nave con a bordo migranti, 6 nel caso specifico di cui tre minori non accompagnati, naufragati a largo delle coste africane. Dopo pochi giorni però l’ultima missione della Sea watch 5 si è trasformata in un caso politico nazionale. A far rinfiammare l’endemica polemica sui flussi migratori ci ha pensato il Viminale sanzionando con 7500 euro e un fermo di 45 giorni la Ong tedesca impegnata nel soccorso dei migranti nel Mediterraneo. Ed è in segno di solidarietà che altre organizzazioni non governative, con in testa Mediterranea Saving Human, hanno organizzato nel porto di Napoli, a pochi passi dal molo in cui è ormeggiata la Sea watch 5, un sit in a cui hanno partecipato anche i membri dell’equipaggio della nave sanzionata dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per violazione delle norme che regolano le attività di soccorso in mare. “Noi proteggiamo le persone e non i confini” una delle scritte sugli striscioni esposti dai manifestanti. Portavoce è Laura Marmorale, presidente di Mediterranea
Sea Watch 5, in porto Napoli sit in di solidarietà delle ONG
Mediterranea saving Human e ed altre Ong hanno organizzato nel porto di Napoli, a pochi passi dal molo in cui è ormeggiata la Sea watch 5, un sit in di solidarietà a cui hanno partecipato anche i membri dell’equipaggio della nave sanzionata dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per violazione delle norme che regolano le attività di soccorso in mare
