martedì, Marzo 17, 2026
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Spaccio di droga a Secondigliano: scatta il blitz della polizia al Rione Berlingieri, 11 arresti

L'operazione smantella il gruppo camorristico egemone nella zona. I ricavi servivano per finanziare i clan "Vanella Grassi" e "Licciardi". Le indagini azzerano anche la storica piazza di spaccio "111" attiva da 30 anni

Undici persone sono finite in carcere nell’ambito di una vasta operazione condotta dalla polizia su delega della Procura di Napoli. Le misure, richieste dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) ed emesse dal gip del Tribunale di Napoli, hanno smantellato un’organizzazione criminale egemone nel traffico di droga, principalmente cocaina, al Rione Berlingieri, nel quartiere Secondigliano a Napoli. Le indagini si riferiscono principalmente al periodo tra il marzo 2022 e il maggio 2023. Gli inquirenti hanno poi sino ad oggi raccolto altri gravi indizi di colpevolezza a carico degli 11 indagati, tutti ritenuti responsabili e a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo camorristico.
Gli investigatori hanno fatto luce su un sistema di spaccio di cocaina articolato su due livelli: una vendita stanziale e diretta nella storica piazza denominata “111” e una modalità itinerante con consegne a domicilio previa prenotazione telefonica. Insomma una fiorente attività che, secondo le stime della polizia, generava ricavi per circa 280mila euro all’anno. Un flusso di denaro destinato a finanziare, “foraggiare” le casse dei clan per altre attività illecite e a mantenere gli affiliati detenuti e le loro famiglie.

L’organizzazione non operava però in autonomia; ma era strettamente collegata ai sodalizi camorristici del territorio, in particolare ai clan “Vanella Grassi” e “Licciardi”. Gli investigatori parlano di un “forte vincolo familiare” tra gli indagati, che agivano come propaggine del clan capeggiato da Luigi Carella, alias ‘a gallina.
Il gruppo di spacciatori era comunque obbligato a versare un tributo mensile al clan e a rifornirsi esclusivamente da loro. Un meccanismo reso esplicito da un episodio emerso nelle indagini: uno spacciatore fu prelevato da casa e picchiato da uomini del clan per non aver pagato la droga ricevuta entro i termini stabiliti.

L’operazione ha anche liberato il quartiere da una situazione di degrado e pericolo. L’organizzazione aveva infatti in pratica occupato i giardini pubblici di via Monte Faito, utilizzandoli per nascondere ingenti quantità di cocaina, in “pacchi” o in dosi singole. Un aspetto quest’ultimo particolarmente grave sottolineato dagli inquirenti in quanto rappresentava un elevato rischio per la salute pubblica, in particolare per quella dei bambini, potendo questi ritrovare e ingerire lo stupefacente involontariamente.
Con i provvedimenti odierni, la polizia ha posto quindi fine ad una piazza di spaccio che le indagini hanno certificato essere attiva da oltre trent’anni, nel corso dei quali – grazie all’articolato sistema di vendita e di contro vigilanza ed alla scaltrezza dei suoi capi – era in sostanza un’area indisturbata e nel pieno controllo dei criminali.