lunedì, Marzo 9, 2026
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False assunzioni di immigrati: in manette dipendente dell’Ispettorato del Lavoro

Truffa sui permessi di soggiorno: l'organizzazione criminale falsificava i "nulla osta" e lucrava sui rilasci. 18 indagati. La polizia blocca oltre tremila pratiche irregolari e sequestra beni di lusso tra Napoli e Caserta

Associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento pluriaggravato dell’immigrazione clandestina, falso, truffa. Sono i reati contestati a 18 persone raggiunte da misure cautelari emesse dal G.I.P. di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia. I destinatari della misura cautelare della custodia in carcere sono un dipendente dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli e diversi titolari di aziende agricole che hanno messo a disposizione, quali datori di lavoro, le proprie realtà aziendali per false assunzioni di cittadini extra Ue. Sono stati inoltre sottoposti alla misura cautelare degli arresti domiciliari alcuni collaboratori dei principali indagati, nonché mediatori stranieri.
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato l’esistenza di un’organizzazione criminale operante nelle province di Napoli e Caserta, con un’alta proiezione transnazionale. Obiettivo del sodalizio: quello di produrre e “mercificare” i “nulla osta al lavoro subordinato”, ossia i provvedimenti amministrativi con cui lo Sportello Unico per l’Immigrazione autorizza un datore di lavoro ad assumere un cittadino straniero residente all’estero.
Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero sistematicamente lucrato sulla prospettiva di ingresso o regolarizzazione di cittadini extracomunitari, sfruttando la normativa sui flussi d’ingresso.
Un ruolo chiave era quello del dipendente dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Napoli, indicato come promotore e capo dell’organizzazione. Questi, direttamente o con l’aiuto di altri pubblici ufficiali, si occupava di rilasciare i cosiddetti “Pareri”, ossia gli atti amministrativi che certificano la congruità delle richieste dei datori di lavoro, un passaggio fondamentale per ottenere il nulla osta. L’iter amministrativo così instaurato ne risultava, nella quasi totalità dei casi, viziato nella relativa genuinità, atteso anche che l’organizzazione si prefiggeva tra l’altro, sempre al fine di raggiungere i suoi scopi, di produrre atti materialmente o ideologicamente falsi attraverso la collaborazione strategica di un CAF con sede nella provincia di Caserta.
E’ stato anche possibile documentare come quota parte degli illeciti guadagni finisse nelle tasche dei datori di lavoro compiacenti ed organici al sodalizio, i quali percepivano una somma variabile tra i 1.200 e i 2mila euro per ogni lavoratore straniero per il quale veniva artificiosamente richiesta l’assunzione.
Le indagini svolte hanno consentito, peraltro, di individuare e bloccare oltre tremila pratiche irregolari di ingresso di cittadini extracomunitari sul territorio italiano e hanno consentito di procedere, contestualmente all’esecuzione delle misure personali in parola, anche a numerosi sequestri di beni di lusso nella disponibilità degli indagati provento dell’attività illecita perpetrata.