giovedì, Maggio 30, 2024
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Venere a fuoco, partita la raccolta fondi per la ricostruzione

Intanto il gip di Napoli Ambra Cerabona ha convalidato il fermo emesso nei confronti del clochard 32enne di Simone Isaia

Lo ha confermato anche stamattina il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi: “C’è l’impegno dell’amministrazione, dell’artista e dei cittadini per il rifacimento dell’opera e il crowdfunding è partito oggi”.

A poche ore dal rogo della Venere degli stracci era partita una gara tra associazioni, privati cittadini e enti pubblici e non per raccogliere fondi per la ricostruzione dell’installazione andata a fuoco del maestro Michelangelo Pistoletto.

POLEMICHE SULLA VIDEOSORVEGLIANZA DELLA STATUA

Intanto tengono banco le polemiche sulla sicurezza dell’area di installazione della Venere degli stracci e dell’importanza di assicurare la videosorveglianza negli spazi pubblici.

“Il concetto di arte pubblica prescinde da un controllo dell’accesso altrimenti l’avremmo chiusa in un recinto o in un museo” e rispetto al tema dei controlli ha evidenziato che “grazie al sistema di videosorveglianza presente, la persona è stata identificata subito”.

L’INCENDIO DEL MATERIALE INGNIFUGO

Sull’incendio immediato della montagna di stracci che accompagnava la statua di Venere, Manfredi ha spiegato che “ignifugo non significa che non prende fuoco. Ma che ci sono trattamenti volti a ritardare la fiamma. Però qui ci siamo trovati davanti a una fiamma diretta. E inoltre in questo caso c’è anche una dimensione artistica e dunque la necessità di rispettare l’effetto di morbidezza dei tessuti”.

CONVALIDATO DAL GIP IL FERMO DEL CLOCHARD 32ENNE

Intanto il gip di Napoli Ambra Cerabona ha convalidato il fermo emesso nei confronti di Simone Isaia. Il clochard 32enne ritenuto dalla Polizia e dalla Procura di Napoli l’autore del rogo che ha mandato in cenere la Venere degli stracci di Michelangelo Pistoletto, a Napoli.

Riconosciuti sussistenti entrambi i reati contestati dalla Polizia di Stato e dalla Procura di Napoli (sostituto procuratore Federica D’Amodio della V sezione coordinata dal procuratore aggiunto Pierpaolo Filippelli). Si tratta di incendio doloso e distruzione di un bene culturale di rilevante importanza. Nei confronti dell’indagato è stata emessa la misura cautelare del carcere.

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