HomeCronacaInferse 189 coltellate al marito nel sonno: la moglie il 10 settembre...

Inferse 189 coltellate al marito nel sonno: la moglie il 10 settembre in aula per omicidio

E’ stata fissata al 10 settembre prossimo l’udienza del processo per l’omicidio di Ciro Rapuano ad opera della moglie Lucia Salemme.

Sarà la Terza Corte di Assise di Napoli che deciderà sul reato di omicidio volontario aggravato anche dalla premeditazione e dalla crudeltà.

L’uomo venne colto nel sonno, nel letto della loro casa al quartiere Forcella la notte del 4 settembre dello scorso anno. Il movente, secondo le indagini che effettuò la Squadra Mobile, affonda nelle ore precedenti il fatto: Rapuano aveva minacciato di morte la moglie, la figlia e la nipotina conviventi, accusandola di aver sottratto 15mila euro in contanti custoditi in casa. L’uomo possedeva diversi parcheggi nel centro di Napoli, oltre all’abitazione di proprietà.

Le telecamere interne all’abitazione hanno immortalato i momenti precedenti la tragedia. Alle 2:18 del mattino, le immagini mostrano una figura femminile staccare la corrente all’impianto di videosorveglianza, che resterà spento fino alle 4:35, ora in cui la polizia entrò in casa chiamata dalla stessa Salemme. La donna aveva riferito al 113 di aver aggredito il marito dopo essere stata a sua volta vittima di violenze.

Tuttavia, la tesi della legittima difesa non ha retto al vaglio degli inquirenti. L’autopsia rivelò infatti che Rapuano fu colpito da 189 coltellate. Ben 14 fendenti furono inferti quando l’uomo era già deceduto per dissanguamento. I colpi mortali, sette-otto, furono sferrati con la punta dell’arma e raggiunsero collo, polmone, milza e rene. La donna avrebbe poi continuato a colpire il corpo inerte con la sola lama, infliggendo ferite superficiali.

A interrompere la violenta, mortale aggressione fu la figlia della coppia svegliata dal trambusto. La ragazza sorprese la madre a cavalcioni del padre, riverso sul letto, che continuava a colpirlo nonostante fosse già esanime.

Parenti e conoscenti hanno raccontato agli investigatori che la donna subiva maltrattamenti da anni da parte del marito, ritenuto un uomo violento; ma che non aveva mai denunciato per paura delle conseguenze. Un clima di terrore che, nelle settimane antecedenti era stato immortalato anche dalle telecamere in casa. Da quelle immagini ad un certo punto si vede l’uomo rivolgersi alla donna con la frase, “Vuoi vedere come si muore subito?“.