Si chiude oggi uno dei capitoli più controversi e complessi della storia giudiziaria italiana. La terza sezione della corte d’assise di Genova emetterà infatti in giornata la sentenza nel processo sul crollo del ponte Morandi. La tragedia avvenne il 14 agosto 2018 e causò la morte di 43 persone.
Tra le 43 persone che quel giorno alle 11:36 persero la vita, sei provenivano dalla Campania.
Sono, Giovanni Battiloro, Matteo Bertonati, Gerardo Esposito e Antonio Stanzione da Torre del Greco; Gennaro Sarnataro da Casalnuovo; Stella Boccia da Somma Vesuviana.
La richiesta di condanna più pesante, 18 anni e sei mesi, è stata chiesta per l’ex amministratore delegato di Aspi Giovanni Castellucci. Attualmente detenuto per un’altra vicenda giudiziaria, ha sempre ribadito: “Mi sento moralmente coinvolto; ma non penalmente responsabile“.
Sessantasette difensori e trentatré avvocati di parte civile hanno animato un dibattimento iniziato il 7 luglio del 2022. Di fronte al collegio presieduto da Paolo Lepri, si sono alternati 282 testimoni e quattro consulenti tecnici. Diciassette imputati hanno scelto di parlare spontaneamente, mentre 12 sono stati sottoposti a esame incrociato.
La procura ha ricostruito in fase dibattimentale un sistema che per anni avrebbe sacrificato la manutenzione autostradale per massimizzare i profitti.
La guardia di finanza ha impiegato oltre tre anni per mettere insieme un archivio di 12 terabyte di dati. 332 sono i faldoni fisici. 352 i supporti informatici e oltre 24mila pagine di trascrizioni sono state effettuate.
Delle 658 istanze di costituzione di parte civile, il tribunale ne ha accolte oltre 200. Queste sono poi stare ridotte a 168 dopo gli accordi transattivi. Due delle società coinvolte, Aspi e Spea, hanno già patteggiato quasi 30 milioni di euro, uscendo dal procedimento penale.
Dal giorno della tragedia sono nati altri tre filoni d’inchiesta, poi confluiti in un unico maxi-processo con 47 imputati. Le investigazioni riguardano falsi report sui viadotti, barriere antirumore difettose e mancate messe in sicurezza delle gallerie.
Il nuovo ponte, progettato da Renzo Piano, è stato ricostruito a tempo record rispetto ai tempi medi di costruzione italiana. Ma i cantieri, ad oggi, non sono ancora stati smantellati.
Il pm Massimo Terrile, che quel giorno era di turno, è andato in pensione ed è morto nel maggio scorso senza poter assistere all’epilogo del procedimento che aveva seguito fin dall’inizio.
