Non l’hanno “preso bene”, i movimenti per l’acqua pubblica, il colpo di mano dell’amministrazione Manfredi, che mira a trasformare in una società per azioni a capitale pubblico l’Abc. Che si chiamava Arin quando nel 2011, dopo che 27milioni di italiani si espressero nel referendum contro l’ingresso dei privati nella gestione del servizio idrico, l’allora sindaco di Napoli, Luigi de Magistris avviò l’iter per farla diventare al 100% società pubblica, aderendo cosi ai dettami della volontà popolare. C’era da aspettarselo che la contro riforma messa in atto dal sindaco Manfredi e dalla sua Giunta scatenasse la reazione di chi da anni lotta per tenere fuori i mercanti dal tempio, come il missionario comboniano, padre Alex Zanotelli e il professore di diritto costituzionale, Alberto Lucarelli (interviste in file video allegato)
Il comune quindi spiana la strada ai privati nella gestione dell’acquedotto e lo fa, nonostante le proteste con cadenza quasi giornaliera davanti palazzo san giacomo, nonostante la corte dei conti si sia espressa a favore della gestione pubblica in mano ad aziende speciali e, nonostante, dalla presidenza della Regione Campania siano arrivate dichiarazioni contro l’affido ai privati.
