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Baby killer: il prefetto di Napoli lancia l’allarme

Crescono gli omicidi commessi da minori. Non si escludono protocolli di sicurezza per gli infraquattordicenni

Allarme baby-gang a Napoli: crescono gli omicidi commessi da minori e il prefetto Michele Di Bari non esclude protocolli di sicurezza per gli infraquattordicenni.

La criminalità napoletana sta insomma cambiando volto. Sta cambiando in peggio, se è possibile. Ora punta infatti sui giovanissimi.

In audizione davanti alla Commissione parlamentare antimafia, il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha lanciato un monito urgente: cresce vertiginosamente la percentuale di minori che delinquono. Il dato più allarmante riguarda gli omicidi: i minori arrestati sono passati da 2 a 8 in un anno, con 6 casi di matrice mafiosa. In aumento anche i tentati omicidi, saliti da 14 a 17. Insomma, il fenomeno coinvolge fasce d’età drammaticamente sempre più basse.

Nelle piazze, nelle ore notturne, troviamo ragazzi di 12-13 anni, ne abbiamo trovati persino due di appena 8 anni: dove sono i loro genitori?”, ha sottolineato il prefetto di Napoli.

Per contrastare questa emergenza, la prefettura sta valutando, con l’autorità giudiziaria, l’adozione di un protocollo che prevede misure di sicurezza specifiche anche per gli infraquattordicenni.

“Le consorterie criminali”, ha poi aggiunto il Prefetto, “mostrano poi una crescente capacità di infiltrarsi nelle amministrazioni locali tramite corruzione e il coinvolgimento di imprenditori conniventi e professionisti collusi”.

Sul fronte del controllo del territorio, la prefettura ha avviato su queste tematiche anche un monitoraggio su dieci Comuni. Attualmente e a tal proposito il prefetto ha ricordato che risultano sciolti per infiltrazione mafiosa tre comuni: Poggiomarino, Torre Annunziata e Marano di Napoli.