La guardia di finanza e la capitaneria di porto hanno messo i sigilli al Lido Bellariva di Castel Volturno. Il sequestro preventivo, scattato su disposizione del gip di Santa Maria Capua Vetere, ha bloccato uno stabilimento balneare di circa 2.000 metri quadrati ritenuto completamente abusivo.
L’area, situata sul demanio marittimo e sottoposta a vincolo paesaggistico, ospitava un ristorante-bar, un deposito, due piscine e persino l’alloggio dei due titolari, due fratelli di 35 e 38 anni, che sono stati indagati.
Il provvedimento arriva dopo un lungo braccio di ferro giudiziario. Nel 2023 era già diventata definitiva la condanna per abusivismo edilizio a carico del padre dei due imprenditori, che imponeva la demolizione del manufatto adibito ad abitazione. Invece di abbattere, i titolari hanno realizzato nuove opere abusive, come le due piscine. Per evitare il blocco, hanno tentato la carta del condono, bocciata dal comune, e successivamente hanno chiesto l’autodemolizione, accettata dalla procura a fine giugno. Un vero e proprio stratagemma per guadagnare tempo, rivelatosi inutile: il sopralluogo del 14 luglio ha accertato che nessuna delle opere illegali era stata rimossa, facendo così scattare il sequestro.
Questo intervento si inserisce in una vasta offensiva della magistratura contro l’illegalità sul litorale domizio.
Negli ultimi due anni, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha già fatto sequestrare diversi lidi e villaggi abusivi, tra cui quelli utilizzati dai parenti del clan Belforte di Marcianise e stabilimenti gestiti da affiliati alla camorra. Le indagini della Procura hanno travolto anche il Comune di Castel Volturno, portando alle dimissioni del sindaco Pasquale Marrandino, coinvolto in quattro filoni investigativi per corruzione e voto di scambio. Dopo le sue dimissioni di due giorni fa, ieri è arrivato il Commissario prefettizio. Le indagini sono ancora in corso per accertare eventuali ulteriori responsabilità.
