sabato, Maggio 9, 2026
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Bruna Fiola (PD): “OSS e OSA, gli esami devono essere gestiti dalla Regione Campania”

“Gli esami per il conseguimento delle qualifiche di OSS e OSA non possono restare nelle mani dei privati. Parliamo di figure professionali delicatissime, che lavorano negli ospedali, accanto ai pazienti, alle persone fragili, ai nostri anziani. Per questo la gestione degli esami deve essere affidata direttamente alla Regione Campania”. E’ quanto dichiara Bruna Fiola, presidente della Sesta Commissione regionale, intervenendo dopo la decisione della Regione Campania di avviare verifiche straordinarie sulle procedure d’esame per il conseguimento delle qualifiche di OSS e OSA.

“SERVE CONTROLLO PUBBLICO RIGOROSO”

“Da tempo sostengo, insieme al mondo sindacale e a numerosi operatori del settore, che questi percorsi non possano essere trattati come normali corsi professionali –  spiega l’esponente del Partito Democratico -. Qui si formano operatori che avranno responsabilità dirette sulla salute e sull’assistenza delle persone. Serve quindi un controllo pubblico ancora più rigoroso, trasparente e autorevole. Mi sono sempre opposta anche al metodo con cui in passato venivano composte le commissioni d’esame, perché non veniva utilizzata la piattaforma SILF, strumento previsto da anni proprio per assicurare trasparenza e imparzialità nella scelta dei componenti. È giusto chiarire che, da solo un anno, la Regione Campania ha introdotto questo sistema”.

“Non possiamo consentire che venga gettato fango indistintamente su un intero settore della formazione professionale –  aggiunge Fiola -. Occorre, però, distinguere eventuali responsabilità individuali dal lavoro serio svolto quotidianamente da tanti enti e operatori. Per questo motivo chiederò immediatamente un’audizione in Sesta Commissione, affinché si approfondiscano tutte le criticità emerse e si individuino eventuali responsabilità”.

“C’è bisogno di politiche più rigorose e adeguate sul sistema della formazione professionale, proprio per evitare il proliferare di enti nati esclusivamente attorno a specifiche misure e il rischio della nascita di veri e propri diplomifici. La formazione deve garantire qualità, competenze e serietà nell’interesse di chi lavora seguendo questi principi. Va inoltre ricordato che chi fa parte di una commissione d’esame ha il dovere di segnalare immediatamente eventuali irregolarità e chiedere l’annullamento della prova. Firmare verbali attestando la regolarità degli esami e denunciare solo successivamente eventuali anomalie è un elemento che dovrà essere attentamente chiarito dagli organi competenti – conclude Bruna Fiola -. Garantire qualità, legalità e trasparenza nella formazione degli operatori socio-sanitari significa tutelare la salute dei cittadini e la dignità di una professione fondamentale”.