Scoppia l’allarme ambientale ad Acerra a pochi giorni dalla visita del Papa nella terra dei fuochi.
Sostanze tossiche e nocive sono state riscontrate nei pozzi artesiani e fatto scattare un blocco totale per l’uso dell’acqua.
Il sindaco di Acerra, Tito d’Errico, ha firmato un’ordinanza sindacale urgente che impone la chiusura immediata dei pozzi situati nelle campagne a ridosso del Gaudello, a meno di mille metri dall’inceneritore dei rifiuti.
Il provvedimento impone ai proprietari il divieto assoluto di utilizzare l’acqua per usi domestici, irrigazione di orti e colture, abbeveraggio di animali o usi zootecnici. Lo stop riguarda anche qualsiasi attività produttiva che comporti il contatto diretto o indiretto con persone, animali o alimenti.
Il Dipartimento di Prevenzione aveva segnalato l’allarme al comune il 21 maggio scorso. Il documento richiedeva un sopralluogo congiunto con la Polizia Municipale per effettuare verifiche e adottare misure tempestive. L’ispezione era slittata a martedì 26 maggio a causa dell’impegno dei vigili urbani per l’arrivo del Papa. In quel momento, il comune affrontava anche un’altra criticità in un’altra zona di Acerra, dove le prime analisi dell’acqua dopo il contatore mostravano contaminazione da arsenico e manganese, e i successivi controlli evidenziavano la presenza di manganese e ferro.
Nell’area circa trent’anni fa scoppiò un altro allarme ambientale legata a Montefibre. E sempre nella zona del Gaudello le autorità sequestrarono anche una fabbrica di diluenti poiché i pozzi del circondario erano carichi di sostanze chimiche che causavano la morte del pollame.
