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‘Caro caffè’ a Napoli: al bar +37,8% in cinque anni. Per la casa, calano le vendite di capsule e cialde

Napoli, ci diciamo da anni compiacendocene, è la capitale mondiale del caffè. Vero o falso non sta a noi napoletani dirlo. Quel che è certo però è che il rito della tazzina al bancone di un bar pesa sempre di più sulle tasche dei partenopei. In cinque anni l’espresso a Napoli è aumentato del 37,8%, un’impennata al rialzo che supera di gran lunga la media nazionale.

A metterlo nero su bianco è un’analisi del Centro di Formazione e Ricerca sui Consumi (CFRC) e Assoutenti, basata sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Tra il 2021 e il 2026, il prezzo medio dell’espresso a Napoli è infatti passato da 1,04 a 1,29 euro, con un incremento del 37,8% contro il +24,2% nazionale. Solo Pescara (+49%), Parma (+41%) e Bari (+39,5%) hanno registrato rincari più elevati.

Se Bolzano guida la classifica delle città più care con 1,51 euro a tazzina, a Napoli si supera già quota 1,50 euro in alcuni bar di via Chiaia e via dei Mille. Lo sguardo al ventennio di questo secolo è impietoso: siamo passati dai 79 centesimi del 2002 ai 96 del 2015, fino agli attuali 1,30 euro. Un salto del 63% che ridimensiona l’idea del caffè come spesa impercettibile per il portafoglio di una famiglia.

Intanto il caro-tazzina sta già ri/cambiando le abitudini nelle case dei napoletani. La vendita del caffè in chicchi è aumentata infatti del 33% nel 2026. Calano le vendite invece di capsule e cialde. Ma qui forse il calo è dovuto anche al palato fine dei napoletani. Col tempo si stanno accorgendo che non c’è partita tra la bontà una tazzina di caffé fatta a casa con la Moka o con la ‘macchinetta’ classica napoletana rispetto a quella fatta con cialde e capsule.