La Campania si conferma la regione più martoriata dall’illegalità sul mare. Con 4.002 reati accertati nel 2025, guida la classifica nazionale del rapporto Mare Monstrum di Legambiente, che fotografa un’aggressione costante agli ecosistemi marini.
L’inquinamento è la prima causa di reato in regione: 1.655 violazioni, pari al 22,6% del totale nazionale. La Campania detiene il primato anche per persone denunciate (1.516), arresti (33) e sequestri penali (877) legati all’inquinamento. Seguono nella classifica regionale dei reati totali Puglia (2.599), Sicilia (2.448) e Calabria (1.929). Le quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa concentrano il 53,6% dei reati nazionali.
Sul fronte del ciclo illegale del cemento, la Campania rappresenta il 18,8% dei reati accertati in Italia: 1.166 violazioni penali, 1.386 persone denunciate (21,4% del totale), due arresti e 197 sequestri. La regione conserva il primato anche per il numero di illeciti amministrativi: 2.129, pari al 19% del totale nazionale.
Per le violazioni del Codice di navigazione e della nautica da diporto, la Campania è al primo posto con 834 reati, davanti a Liguria (319) e Sicilia (305). La pesca illegale, invece, vede la Sicilia in testa con 816 reati, seguita da Liguria (539) e Calabria (528).
Nel complesso, nel 2025 sono stati accertati in Italia 20.490 reati (-20,4%) e 36.322 illeciti amministrativi (-10,3%), per una media di 156 violazioni al giorno, oltre 6 ogni ora. Un calo che Legambiente attribuisce a una flessione dei controlli (750.828, -19,8%) e all’effetto deterrente delle nuove pene ambientali.
Il rapporto Mare Monstrum, giunto alla 28esima edizione, è stato pubblicato in occasione del sedicesimo anniversario dell’omicidio del sindaco di Pollica, Angelo Vassallo.
Legambiente ha avanzato dieci proposte, tra cui il ripristino del ruolo operativo dei Prefetti per le demolizioni, 150 milioni l’anno per gli abbattimenti, e sanzioni penali per i funzionari omissivi.
