HomeEconomiaDe Lise (Odcec Napoli): “Commercialisti presidio di legalità”

De Lise (Odcec Napoli): “Commercialisti presidio di legalità”

De Lise (Odcec Napoli): “Commercialisti presidio di legalità”

Al via il corso di formazione per custodi giudiziari promosso a Palazzo Calabritto

Presentato il libro “Tutto quello che i G.E. dovrebbero sapere ma i custodi non hanno mai osato raccontare”, la cui prefazione è stata curata dal magistrato Raffaele Rossi

NAPOLI – “Siamo orgogliosi di promuovere un percorso formativo dedicato a una materia di particolare rilievo per la nostra categoria. I professionisti delegati alle vendite svolgono una delicata funzione di garanzia della legalità, contribuendo a restituire al circuito economico e sociale immobili precedentemente sottratti a un utilizzo legittimo. Si tratta di un’attività complessa, spesso esercitata in contesti difficili, talvolta condizionati dalla presenza della criminalità e da un forte coinvolgimento emotivo. In questo scenario, il commercialista mette a disposizione competenza, equilibrio e senso di responsabilità, assicurando il corretto svolgimento delle procedure e favorendo il recupero dei beni alla piena disponibilità della collettività”. Lo ha dichiarato Matteo De Lise, presidente Odcec di Napoli, nel corso della giornata inaugurale del Corso di formazione per il “mantenimento dell’iscrizione dei professionisti delegati alle vendite negli elenchi ex art 179 ter disp. Att,. Cpc.”, promosso dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli.

Un ruolo che i commercialisti svolgono da anni come ha sottolineato Erika Capobianco, consigliere dell’Odcec di Napoli: “Da vent’anni l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli opera attraverso la Commissione Esecuzioni mobiliari e immobiliari, confermando una costante attenzione verso un ambito spesso ritenuto più vicino alla professione forense. Nel tempo, invece, si sono formati commercialisti altamente specializzati, che hanno maturato competenze ed esperienze raccolte anche in un volume dedicato alle storie dei custodi giudiziari. Questo corso rappresenta quindi un’occasione fondamentale per consolidare e accrescere una specializzazione sulla quale l’Ordine intende continuare a investire”.

Secondo Arcangelo Sessa, consigliere Odcec di Napoli: “Abbiamo organizzato questo corso per consentire ai colleghi di acquisire i requisiti necessari all’iscrizione e alla permanenza nell’elenco previsto dall’articolo 179-ter delle disposizioni di attuazione del Codice di procedura civile. Come Ordine di Napoli abbiamo scelto di privilegiare la formazione in presenza, favorendo il confronto diretto e offrendo ai partecipanti gli strumenti necessari per intraprendere con competenza e consapevolezza l’attività di custode giudiziario”.
Per Carmen Padula, presidente della commissione Esecuzioni immobiliari dell’Odcec di Napoli: “La Commissione promuove un confronto costante con i colleghi sulle problematiche affrontate quotidianamente, raccogliendo osservazioni e proposte da sottoporre alla Sezione esecuzioni immobiliari. Il dialogo con i giudici consente di rappresentare le esigenze dei professionisti e contribuire al miglioramento delle procedure. In questo contesto, è fondamentale garantire una formazione continua, affinché i colleghi possano mantenere i requisiti richiesti e restare iscritti negli elenchi dei professionisti delegati”.

Nel corso dei lavori è stato presentato il libro “Tutto quello che i G.E. dovrebbero sapere ma i custodi non hanno mai osato raccontare”, la cui prefazione è stata curata da Raffaele Rossi, consigliere della Corte di Cassazione: “Il libro raccoglie i contributi dei commercialisti impegnati come custodi giudiziari, che raccontano esperienze, difficoltà e situazioni vissute durante l’accesso agli immobili. Attraverso testimonianze di forte intensità emotiva, alternate a momenti di ironia, il volume descrive concretamente una funzione che richiede non soltanto solide competenze professionali, ma anche sensibilità ed empatia. Il custode giudiziario, infatti, entra in contatto con persone direttamente coinvolte nelle procedure di esecuzione forzata e deve saper coniugare il rispetto delle regole con l’attenzione per situazioni umane spesso particolarmente delicate”.

All’incontro sono intervenuti anche Salvatore Saija e Giovanni Fanticini (consiglieri della Corte di Cassazione), Lorella Triglione (Tribunale di Napoli Nord), Mario Ciccarelli (Tribunale di Napoli) e Attilio Burti (Tribunale di Bergamo).