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Movida nel centro storico di Napoli, vittoria dei residenti. Il Consiglio di Stato: i locali devono rispettare le regole. Non ci sarà appello

Tombale arriva la sentanza del Consiglio di Stato sulla battaglia legale dei baretti del Centro Storico di Napoli contro i residenti: non ci sarà appello, i locali di vico Quercia a Napoli perdono il ricorso contro i residenti che chiedevano silenzio e regole.

I giudici di Palazzo Spada hanno infatti respinto il ricorso di cinque esercizi di vico Quercia contro la sentenza del Tar Campania dello scorso anno. In primo grado, il tribunale aveva accolto il reclamo di quattro residenti, del Comitato Vivibilità Cittadina, dichiarando illegittima l’inerzia del Comune e imponendo provvedimenti concreti per tutelare il diritto al riposo.

Nel frattempo, Palazzo San Giacomo aveva però ottemperato a quella sentanza. Il Comune aveva infatti  emanato due ordinanze per ridurre le immissioni acustiche tra vico Quercia e via Cisterna dell’Olio, derivanti dall’attività dei locali e dall’afflusso dei clienti.

Il 4 novembre scorso, il Comune aveva firmato un’ordinanza della durata di due mesi che vieta, dalle 22 alle 6, la vendita e la somministrazione per asporto di bevande alcoliche e analcoliche. Inoltre, fissa la chiusura dei locali alle 00:30 dalla domenica al giovedì e alle 01:30 il venerdì e il sabato. In entrambi i casi, sono concessi 30 minuti di tolleranza per il ricovero delle attrezzature e la pulizia degli spazi.

Se il Comune non aveva fatto appello ed anzi aveva ottemperato con una ordinanza quella decisione del tribunale amministrativo, i titolari dei baretti avevano invece impugnato quella decisione. Ma la quarta sezione del Consiglio di Stato ha dichiarato improcedibile il ricorso, accogliendo l’eccezione della difesa dei residenti. Motivo: sopravvenuta carenza di interesse, proprio per l’adozione del provvedimento comunale.