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Napoli punta allo sviluppo della risorsa mare, convegno al Circolo Ilva

Clemente (Itc Cnr): “Creare museo diffuso per la riscoperta dell’identità marittima”

Napoli punta allo sviluppo della risorsa mare. Il convegno al circolo Ilva promosso dalla Fondazione Valenzi e dall’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR

Clemente (Itc Cnr): “Creare museo diffuso per la riscoperta dell’identità marittima”

“A Napoli si è avviato un processo virtuoso attorno allo sviluppo della risorsa mare in cui l’innovazione si unisce alla tradizione. Dal Circolo Ilva di Bagnoli, dove si è svolte il convegno, abbiamo da un lato il cantiere dell’America’s Cup, con l’innovazione di Luna Rossa e dei team che stanno sperimentando nuove tecnologie green sulle imbarcazioni, dall’altro la tradizione, rappresentata dai ‘lanzini’, le storiche barche dei bagnolesi. Questo può essere il primo seme di una vera comunità del mare, che potrà raccontarsi non attraverso un unico luogo, ma tramite un museo diffuso: un insieme di spazi capaci di testimoniare l’identità marittima di Napoli, da La Pietra al Granatello. Un’identità culturale e turistica che deve essere riscoperta”. Lo ha detto Massimo Clemente, direttore dell’Istituto per le Tecnologie della Costruzione del CNR, nel corso del convegno “Identità marittima e patrimonio come bene comune. Tra memoria e futuro: il valore condiviso del mare”, organizzato dalla Fondazione Valenzi assieme all’ITC CNR che si è svolto nella sala conferenze del Circolo Ilva di Bagnoli.
“In questo processo l’ITC CNR, rappresenta certamente una presenza importante, assieme a tutti gli altri centri di ricerca coinvolti nel progetto – prosegue Clemente – È fondamentale che questo percorso sia accompagnato da un dialogo costante tra chi studia e fa ricerca, che può quindi fornire elementi oggettivi sui processi di trasformazione urbana, e le istituzioni, le associazioni, i comitati e i cittadini, per arrivare a soluzioni realmente condivise”.

Cosenza (Comune Napoli): “Impegnati nella riqualificazione di tutta la costa”

Edoardo Cosenza, assessore alle Infrastrutture del Comune di Napoli, ha ricordato gli importanti investimenti del Comune per lo sviluppo della risorsa mare: “Dobbiamo valorizzare tutta la costa. Sicuramente l’America’s Cup rappresenta un acceleratore di processi e di interventi, che però restano coerenti con quanto già previsto dal Praru. Dobbiamo prenderci cura dell’intero tratto di mare fino a San Giovanni a Teduccio, dove abbiamo già ottenuto risultati significativi. Napoli ha un mare non semplice da utilizzare, ma che rappresenta un indotto enorme e noi abbiamo il dovere di valorizzarlo. Abbiamo un programma che si chiama ‘Il mare bagna Napoli’, che coinvolge tutta la costa e anche la fascia interna della città. Qui a Bagnoli resteranno opere importanti: una migliore infrastrutturazione, un forte lavoro sui trasporti, un’accelerazione delle bonifiche e un grande parco urbano che sarà a disposizione di tutti.”

Marco Alifuoco, presidente del Comitato d’Indirizzo della Fondazione Valenzi, ha sottolineato l’importanza di mettere al centro la cultura nei processi di sviluppo: “Il progetto della Fondazione Valenzi si chiama ‘Agendo’ e lo abbiamo immaginato un paio di anni fa con l’obiettivo di definire linee concrete d’azione per riportare la cultura al centro del dibattito sulla sostenibilità. In questo percorso abbiamo incrociato il bellissimo testo della Convenzione di Faro, in cui si parla di comunità patrimoniali e del diritto all’eredità culturale. È all’interno di questo quadro che, insieme al Circolo Ilva di Bagnoli e all’ITC CNR, abbiamo organizzato questo incontro per riflettere sulla possibilità che il mare diventi una risorsa culturale condivisa. L’idea è costruire una comunità di soggetti attorno a ciò che il mare rappresenta culturalmente per la città di Napoli e a ciò che può significare, concretamente, la sostenibilità della cultura legata al mare.”

Gli interventi della Stazione Zoologica Anton Dornh nell’area di Bagnoli sono stati spiegati da Claudia Gili, direttore del Dipartimento di Conservazione e Public Engagement: “In questo momento, a Bagnoli, stiamo lavorando a un progetto di ripristino e restauro di due edifici chiamati ‘Tre Bicchieri’ e ‘Sei Bicchieri’, che ospiteranno la Marine Farm. In uno degli edifici, al primo piano, sarà realizzato un acquario, mentre al piano inferiore sorgeranno degli stabulari dove verranno portati avanti progetti di ricerca sugli organismi marini. Nel secondo edificio, invece, gli spazi saranno dedicati ad attività didattiche, di citizen science e di coinvolgimento del pubblico, attraverso visite che permetteranno alle persone di conoscere sia la parte legata alla ricerca sia quella espositiva”.

Giovanni Capasso, presidente del Circolo Ilva Bagnoli, ha raccontato i progetti futuri: “Il Circolo Ilva si è sempre occupato di attività legate al mare. In questo momento stiamo ripristinando un vecchio scivolo che ci consentirà di mettere in acqua imbarcazioni destinate alle persone con disabilità, perché siamo stati contattati dalla Federazione Italiana Vela per ospitare un campionato italiano dedicato agli atleti con disabilità. Noi vogliamo rappresentare la memoria della vela di Bagnoli, il presente, con una vela accessibile a tutti e inclusiva, e il futuro, affinché dopo l’America’s Cup resti qualcosa di stabile, concreto e duraturo.”

Osvaldo Cammarota (consigliere del Circolo Ilva Bagnoli), ha evidenziato: “Basta guardarsi intorno: qui c’è la memoria della fabbrica, ma anche quella della vita di mare. Noi vogliamo portare tutto questo nella modernità. È un percorso faticoso, perché ci si confronta con una burocrazia frammentata e complessa, ma anche perché si fa ancora fatica a riconoscere il valore e l’utilità sociale del lavoro immateriale che nasce da realtà piccole come la nostra, ma importanti per la città. Nonostante tutto, però, noi non demordiamo”.