Una stangata da 220 milioni di euro alla camorra. La guardia di finanza mette i sigilli a quasi quattrocento immobili e decine di società tra Napoli e Roma.
I finanzieri mettono in esecuzione il decreto di sequestro emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale partenopeo su proposta della DDA.
Il provvedimento colpisce il patrimonio mobiliare e immobiliare di un noto costruttore campano e dei suoi familiari, attivo nei settori dell’edilizia e del mattone. Si tratta di Giuseppe Rostan, fratello di Emilio Rostan, a sua volta padre dell’ex deputata Michela Rostan.
Le complesse indagini economico-patrimoniali hanno svelato suoi stretti legami d’affari e contiguità con ambienti della criminalità organizzata, avvalorati dalle ricostruzioni dei collaboratori di giustizia. Le intese commerciali riguardavano importanti speculazioni edili, tra cui la costruzione del complesso residenziale Parco Primavera a Melito di Napoli.
Gli accertamenti condotti dalle fiamme gialle hanno messo a nudo, relativamente al periodo 1999-2016, un’enorme sproporzione tra le entrate dichiarate al fisco e le ricchezze accumulate. I sigilli sono scattate su tre società attive nell’immobiliare e nella sanità. Sigilli anche a 394 unità immobiliari comprese tra appartamenti, uffici, negozi, garage, depositi, terreni e cantieri aperti nelle province di Napoli e Roma. La confisca preventiva travolge inoltre dodici veicoli registrati e ventotto conti finanziari, azzerando le disponibilità bancarie, gli strumenti d’investimento e le polizze assicurative riconducibili al gruppo familiare. Il valore dei sequestri supera i 220 milioni di euro.
