Speravano di essere coinvolti e ascoltati dal comune di Napoli, non a cose già fatte. Ovvero, non dopo l’entrata in vigore delle due ordinanze che, da questa sera e fino al 1 ottobre, modificheranno tempi e regole della movida del centro storico e di Chiaia. Adesso ai titolari di attività economiche non resta che far fronte comune e provare anche attraverso serrate o altre forme di protesta a farsi ascoltare nel tentativo di scongiurare il rischio di dover chiudere le proprie imprese. Riuniti nell’associazione Nagorà, gli esercenti temono infatti che le nuove regole per ridurre l’impatto acustico possano desertificare le zone interessate dalle ordinanze e si sono incontrati per discutere sul da farsi, nella speranza che il comune almeno possa apportare qualche modifica dopo un confronto. Tra i relatori con il presidente di Nagorà, Gabriele Casillo, anche il presidente di Aicast, l’associazione industria commercio e artigianato, Antonino della notte e il presidente del Comitato esercenti napoletani, l’avvocato Luca Panico
Le proposte di Nagorà
Tra le proposte inviate dai rappresentanti dell’associazione al sindaco ed ai componenti di giunta e consiglio la comunale, la possibilità di estendere i divieti di vendita bevande anche ad altri attività merceologiche, come i mini market e i distributori automatici, e di consentire la diffusione di musica all’interno dei locali
