giovedì, Febbraio 22, 2024
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Tassa di sbarco Capodichino, Gesac verso ricorso al Tar

La Gesac ha pronto il ricorso al Tar contro l’aumento, ma ha tempo fino al 7 aprile per trovare una soluzione con il Comune.

Tassa di sbarco Capodichino, Gesac verso ricorso al Tar

Due settimane per decidere sull’aumento annunciato dal Comune di Napoli della tassa di sbarco per i turisti che atterrano all’aeroporto di Capodichino.

GESAC VERSO IL RICORSO AL TAR CONTRO L’AUMENTO DECISO DAL COMUNE

Non è un ultimatum al sindaco Manfredi ma poco ci manca. La Gesac, la società che gestisce gli scali di Napoli e Salerno non ci sta a far pagare due euro in più rispetto alla già corposa gabella di 6 euro e 50 centesimi, attualmente versata su ogni biglietto acquistato con destinazione il capoluogo partenopeo.

Anche perché le motivazioni dell’amministrazione comunale sono legate anche all’aumento dell’inquinamento derivante dalle rotte che sorvolano a bassa quota il centro storico cittadino.

NO ANCHE DA RYANAIR CHE HA INVESTITO SU CAPODICHINO 500MLN DI DOLLARI

La Gesac ha pronto il ricorso al Tar contro l’aumento, ma ha tempo per depositarlo fino al 7 aprile. Data ultima questa per trovare una soluzione che tenga conto anche dei rilievi delle autorità nazionali sul recente piano adottato dalla società di gestione dello scalo di Capodichino per ridurre l’inquinamento durante decolli ed atterraggi.

Anche il direttore commerciale di Ryanair, Jason Mc Guinness a Napoli per presentare i nuovi voli e il piano di investimenti di 500 milioni di dollari dice no all’aumento. Così si favoriscono altri scali e noi puntiamo decisamente su Capodichino.

AUMENTO EFFETTO BOOMERANG PER PRESIDENTE INDUSTRIALI IANNOTTI PECCI

Sull’aumento annunciato dal Comune interviene anche il presidente dell’Unione degli Industriali di Napoli, Costanzo Iannotti Pecci: “È palesemente illogico mettere a rischio mezzo miliardo di investimenti e 150 posti di lavoro per non trovare un’alternativa all’incremento della tassa d’imbarco sugli aerei in partenza da Capodichino. Se vogliamo consolidare ed espandere l’incoming turistico – aggiunge il leader degli industriali –  e quindi l’industria turismo ma anche l’indotto che il trasporto aereo genera per il nostro territorio dobbiamo evitare provvedimenti boomerang come questo, che farebbe dell’aeroporto partenopeo uno dei più costosi scali nazionali”.

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