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Terminata la rassegna “Gli ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”, il successo apre la strada alla seconda edizione

Grande successo per la rassegna “Gli ozi di Ercole. Materia e corpi tra antico e moderno”. fortemente voluta dal direttore del Parco Archeologico di Ercolano Francesco Sirano e curata nella direzione da Gennaro Carillo: sold out per tutti i 10 incontri con 13 straordinari relatori. La rassegna è stata realizzata grazie al Piano di valorizzazione del MIC e con il supporto della Regione Campania.

“Protagonista è stato innanzitutto il pubblico – ha dichiarato il direttore Francesco Sirano nell’incontro conclusivo, con Alfonso Iaccarino e Marino Niola – che ha partecipato con costanza e straordinaria partecipazione per un mese e mezzo. Abbiamo fatto tutti insieme un viaggio alla scoperta di valori culturali che maieuticamente sono venuti alla nostra consapevolezza. Il successo ci conforta per annunciare il secondo ciclo della rassegna. Si è trattato di un’opera corale dove anche tutto lo staff del Parco ha fatto la sua parte”. “Abbiamo nutrito gli occhi, lo spirito, la mente, – conclude Sirano – il nostro obiettivo è creare comunità e allargarla il più possibile.”

 “Il risultato più lusinghiero è stata la coerenza tematica. – dichiara il curatore della rassegna Gennaro Carillo – È come se un grande prisma fosse stato scomposto in dieci facce, ognuna delle quali dialogante con l’altra. Il salto di qualità è stato il ruolo assunto dal Parco archeologico di Ercolano quale ‘produttore’ e co-artefice del progetto. Il che rende auspicabile la continuità del ciclo, magari prevedendo un ampliamento ulteriore della platea”.

Un bilancio estremamente positivo, che fa giustizia di troppi luoghi comuni sulla diseducazione del pubblico, per cui il ciclo ha evidenziato che la domanda di una proposta culturale alta e al tempo stesso fascinosa e non tediosa è fortissima     “Il successo del ciclo dimostra che si può arrischiare una proposta rigorosa, problematica e problematizzante, si possono mettere in discussione stereotipi o risalire alle origini della loro formazione, e insieme incontrare il favore del pubblico sempre molto partecipe e caloroso, mai passivo. Mi ha molto commosso, per esempio, che Edoardo Camurri, al suo arrivo, sia stato ringraziato da molti spettatori per aver alleviato, con le sue trasmissioni e il suo entusiasmo contagioso, i giorni più bui dell’emergenza pandemica”. 

 “Ecco, tutto quanto significa riconoscenza e riconoscimento, da parte del Parco, – termina Carillo – nei confronti di un comparto, quello dello spettacolo, che è stato fra i più penalizzati e meno tutelati durante l’emergenza. Un piccolo segno, il nostro, che tuttavia rivendichiamo con orgoglio”. 

 Anche per gli Ozi di Ercole continua il gioco di rimandi tra reale e virtuale che è tra le cifre stilistiche dominanti del Parco Archeologico di Ercolano. Gli Ozi di Ercole, dunque, diventano una nuova serie social, gli “Ozi di Ercole on line”, che con appuntamenti settimanali sui canali social ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano. (https://www.facebook.com/parcoarcheologicodiercolano), a partire dal 27 ottobre estenderanno alla community online la fruizione degli incontri tenutisi presso l’area archeologica consentendo a chi ci è stato di riviverli, approfondirli, ricordarli, e a tanti nuovi utenti la possibilità di confrontarsi con un ciclo di eventi che ha segnato un nuovo successo nell’offerta culturale del Parco. “La condivisione degli incontri sul web – termina il direttore Sirano – è un’opportunità che permetterà di ampliare ulteriormente il nostro pubblico social ma anche la possibilità di riproporre l’offerta agli appassionati del Parco, potremo assaporare nuovamente le tematiche affrontate per prepararci al meglio per il ciclo di Ozi del prossimo anno”.

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