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Ticket non pagati per visite mai effettuate; è stangata. L’Asl Napoli 1 Centro spedisce 84mila lettere per recuperare 3,5 milioni di euro

L'avvocato Angelo Pisani di 'Noi Consumatori', ha annunciato la notifica dell'opposizione con diffida e richiesta di annullamento in autotutela, all’ASL Napoli 1 Centro e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione

Dal passato può arrivare una stangata relativa a ticket non pagati per visite mai effettuate. L’Asl Napoli 1 Centro sta spedendo 84mila lettere per recuperare 3,5 milioni di euro di visite mai disdette.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione sta recapitando insomma gli avvisi di pagamento per conto dell’Asl Napoli 1 Centro ai pazienti che non si sono presentati agli esami specialistici senza formalizzare l’annullamento almeno due giorni lavorativi prima.

L’operazione punta a riscuotere 3,5 milioni di euro nel capoluogo partenopeo, che salgono a circa 7 milioni a livello regionale. Dietro l’invio massivo c’è l’indagine della Corte dei Conti finalizzata ad accertare eventuali responsabilità dei dirigenti sanitari per la mancata riscossione tempestiva dei crediti e ad scongiurare l’accusa di danno erariale per prescrizione.

La manovra solleva tuttavia forti perplessità sotto il profilo legale. Avvocati e associazioni di consumatori si mobilitano chiedendo l’annullamento in autotutela.

L’avvocato Angelo Pisani, presidente di Noi Consumatori, annuncia la notifica della prima opposizione, con diffida e richiesta di annullamento in autotutela, all’ASL Napoli 1 Centro e all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, per le rispettive competenze. Pisani porta all’attenzione il caso di una signora del Vomero, oggi 82enne, raggiunta da una richiesta di 26,06 euro per una presunta visita «non disdetta» nel 2017, con avvertimento di riscossione coattiva. L’avviso però di contestazione non indica giorno, luogo e tipo di prestazione: dopo nove anni si pretende denaro senza consentire alla cittadina di comprendere e verificare la richiesta. L’avvocato, in un comunicato, è duro: “Se l’Asl chiede soldi, noi chiediamo il risarcimento dei danni per la mancata tutela del diritto alla salute”.

Insomma in primo luogo, la prescrizione quinquennale travolge le richieste relative al 2016 o 2017: trattandosi di una sanzione per condotta omissiva, il diritto di incasso si estingue decorso un quinquennio. In secondo luogo, i legali contestano l’applicazione retroattiva di norme recenti contro le liste d’attesa a prenotazioni antecedenti di quasi dieci anni. Inoltre, anziani e malati cronici evidenziano l’assenza all’epoca di promemoria via SMS o di informative chiare sulle penali.

Il regolamento dell’Asl Napoli 1 Centro stabilisce la quota fissa da 30-40 euro (comprensiva di spese di notifica) anche per gli esenti da reddito o patologia che disertano l’appuntamento, salvo impedimenti oggettivi di forza maggiore come ricoveri urgenti, infortuni o lutti.

Come contestare le richieste dell’Asl:

  • Richiesta di riesame in autotutela: Se l’utente ha svolto la visita, ha disdetto nei tempi (tramite CUP o piattaforma) o ha subito un impedimento grave e documentabile, può presentare l’istanza direttamente all’Asl per ottenere l’annullamento.

  • Ricorso e sospensione per prescrizione: Se l’utente riceve una cartella esattoriale formale, può valutare il ricorso o la richiesta di sospensione entro i termini di legge (solitamente 60 giorni), facendo valere l’avvenuta prescrizione del credito.