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In fiamme deposito di materiali elettrici e plastici a Striano, il fumo nero spaventa i residenti. Scatta il monitoraggio dell’Arpac sulle diossine

Un flebile pennacchio scuro si alza ancora su Striano, nel napoletano, dopo che un deposito di componenti elettrici e plastici ha preso fuoco nel primo pomeriggio di ieri.

Non si sono registrati feriti; ma l’aria è diventata irrespirabile sin da subito e il timore è cresciuto col passare delle ore tra i residenti. Sul posto una cinquantina di vigili del fuoco dei comandi di Napoli e Salerno hanno combattuto con le fiamme, rese ostinate dalla natura dei materiali stoccati.

L’Arpac è entrata in azione fin dalle 17, avviando il monitoraggio delle sostanze tossiche sospese. Un campionatore ad alto flusso misura già diossine, furani e policlorobifenili. A tre chilometri dal rogo, nel territorio di Sarno, è attivo anche un laboratorio mobile, lo stesso usato per il recente incendio alla Termoplast, in grado di rilevare di ora in ora Pm10, Pm2,5, monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, toluene e xileni.

Le cause dell’incendio restano da accertare; ma gli inquirenti propendono per un incidente.

I sindaci dell’area, al confine tra le province di Napoli e Salerno, hanno raccomandato alla popolazione di tenere chiuse le finestre e condizionatori.