Oggi dalle 9 alle 14 il pronto soccorso dell’Ospedale Pineta Grande, il più importante presidio sanitario del territorio tra le province di Caserta e Napoli, resterà senza ambulanze del 118.
Lo stop è stato deciso per una protesta del personale, che dice basta ai costi insostenibili della gestione estiva.
La clinica, presidio unico per le emergenze in un’area ad alta vocazione turistica tra Napoli e Caserta, è in rosso da tre anni. Il budget stanziato dalla Regione non basta più a reggere il flusso di pazienti. Solo nel 2025, i medici hanno registrato oltre 24.500 prestazioni e più di 45.000 accessi, molti dei quali codici rossi e casi di alta complessità.
Il conto è drammatico: tra il 2022 e il 2025 il deficit accumulato sfiora i 38,5 milioni di euro, con perdite complessive di 28,2 milioni. Un paradosso contabile, perché le prestazioni in più non possono essere trasformate in ricavi a causa dei vincoli di bilancio.
La protesta non è nuova. Già nelle scorse settimane i dipendenti si erano radunati davanti all’Asl di Caserta. Oggi il sit-in si sposterà all’ingresso del Pronto Soccorso.
L’associazione “Nessuno tocchi Ippocrate” parla di una scelta “inaudita” e denuncia: si blocca un servizio pubblico salvavita.
La direzione della struttura, che fa capo alla famiglia Schiavone, cerca invece una via d’uscita. Ma il problema si ripresenta ogni anno, e l’estate è sempre il momento più critico per via delle migliaia di persone che si trasferiscono nell’intera zona per le vacanze.
