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“Fate Presto”, i precari srotolano lo striscione dal balcone del palazzo consiliare di Napoli contro il blocco dei tirocini deciso dal Governo Meloni

Un gruppo di disoccupati impegnati nei tirocini formativi finalizzati all’inserimento nei servizi ambientali ha srotolato stamani uno striscione con la scritta “Fate Presto” da uno dei balconi del palazzo consiliare di Napoli.

E’ stato il consigliere comunale di Napoli Rosario Andreozzi ad autorizzare il gruppo di precari ad entrare nell’edificio.

Il gesto voleva sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulla loro problematica e trasformare il palazzo della politica partenopea nel megafono della propria vertenza.

La protesta segue l’occupazione simbolica dell’altare del Duomo di Napoli e il successivo intervento diretto dell’Arcivescovo di Napoli, Domenico Battaglia. Non solo. Segue anche la forte contestazione nel corso della manifestazione del ‘campo largo’ di mercoledì a piazza del Gesù che ha avuto risonanza nazionale.

Le azioni, pacifiche e simboliche, sono scaturite dalla decisione del Governo di sospendere i tirocini formativi. Tale blocco ha, di fatto, congelato le aspettative di stabilizzazione occupazionale di numerosi lavoratori che attendevano il passaggio operativo nei servizi ambientali.

L’ambiente infatti è un comparto strategico per la gestione del territorio e, soprattutto, visto con gli occhi dei precari, una valvola di sfogo per i tanti che sono senza lavoro nella provincia partenopea.

Sono 1200 le persone che, ad oggi, restano infatti in un limbo occupazionale, in attesa di segnali chiari da parte del Governo nazionale.

Questo numero non è, come appare, solo una statistica. Ma il volto di altrettanti nuclei familiari senza reddito. Famiglie che da tempo attendono lo sblocco dei percorsi di inserimento lavorativo fondamentali non solo per un ricavo. Ma anche per il loro reinserimento concreto nel tessuto produttivo.

La scelta di esporre lo striscione con il supporto istituzionale di un consigliere comunale rappresenta quindi la volontà dei manifestanti di evitare scontri o interruzioni delle attività amministrative. I precari hanno preferito invece un dialogo visibile e diretto con le istituzioni. Quel “fate presto” è una sollecitazione agli amministratori locali affinché si facciano portavoce, presso il governo, di una situazione che appare ormai paralizzata.

La politica, a tutti i livelli, è chiamata insomma a rispondere non con proclami; ma con lo sblocco concreto dei fondi e delle autorizzazioni necessarie per far ripartire i tirocini.

L’intera vicenda riaccende comunque ancora una volta i riflettori sul precariato e sulle politiche attive del lavoro. Tutto ciò in una provincia napoletana e in una regione, la Campania, dove la tenuta sociale è strettamente legata alla certezza degli sbocchi occupazionali anche nel settore ambientale.