West Nile, la 73enne morta eveva problemi cardiaci. Un altro paziente in rianimazione

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Aveva problemi cardiaci pregressi Silvana D’Alterio, la 73 enne è morta nel pomeriggio di lunedì nella Rianimazione dell’ospedale Cotugno di Napoli. La donna, residente a Qualiano e risultata positiva al virus West Nile, era stata trasferita alcuni giorni prima dall’ospedale di Frattamaggiore in condizioni già gravissime: intubata, in coma e con un’encefalite. Un quadro clinico fortemente compromesso al quale si è aggiunta una patologia cardiaca individuata durante gli accertamenti effettuati nel polo infettivologico dell’Azienda ospedaliera dei Colli. Gli esami hanno infatti evidenziato un’endocardite, un’infezione che interessa il rivestimento interno del cuore e le valvole cardiache, per la quale la paziente era stata sottoposta a trattamento. È su questo elemento che si concentra ora la valutazione dei sanitari per ricostruire le cause del decesso. La positività al West Nile e l’encefalite restano componenti rilevanti del quadro, ma non sarebbe possibile attribuire automaticamente la morte al solo virus. Nel caso di D’Alterio, dunque, più patologie potrebbero avere concorso al progressivo deterioramento delle condizioni generali.

PERCHE’ NON HA POTUTO ESEGUIRE LA TAC?

Fin dal ricovero al Cotugno la donna era stata sottoposta a una serie di approfondimenti diagnostici. Non era stato possibile eseguire la risonanza magnetica per la presenza di materiale metallico al ginocchio, del quale non era stata accertata la compatibilità con l’esame. I medici avevano quindi fatto ricorso ad altre metodiche, tra cui Tac ed ecografie, per approfondire sia le condizioni neurologiche sia quelle cardiovascolari. Dopo una prima stabilizzazione erano comparsi anche alcuni segnali di miglioramento. Il quadro, tuttavia, è successivamente precipitato. Le condizioni della paziente sono tornate a peggiorare fino al decesso, nonostante le cure e i tentativi dell’équipe della Rianimazione.

IL SECONDO DECESSO IN CAMPANIA

Il caso dovrebbe rappresentare, secondo la ricostruzione sanitaria regionale ancora sottoposta alle procedure di notifica e classificazione, il secondo decesso registrato quest’anno in Campania tra persone risultate positive al West Nile. Il dato, però, dovrà essere consolidato attraverso il sistema ufficiale di sorveglianza. La distinzione è importante perché la presenza dell’infezione non equivale necessariamente all’attribuzione del decesso al virus. Al Cotugno resta intanto ricoverato in Rianimazione un altro paziente positivo, le cui condizioni sono considerate stabili. Altre due persone sono assistite nell’Unità operativa di Malattie infettive ad indirizzo emergenziale diretta da Alessandro Perrella. Per tutti prosegue una stretta sorveglianza, soprattutto per intercettare tempestivamente l’eventuale comparsa di manifestazioni neurologiche.

I CONTAGI NEL CASERTANO

Le diagnosi raccolte finora nei diversi ospedali campani delineano una circolazione del virus concentrata soprattutto tra il Casertano e l’area settentrionale della provincia di Napoli. Si tratta, tuttavia, di numeri provenienti dalle singole strutture e che non coincidono necessariamente con il dato epidemiologico regionale definitivo. Al Cotugno sarebbero state individuate 16 positività tra pazienti arrivati attraverso il pronto soccorso. Cinque diagnosi risultano negli ospedali dell’Asl Napoli 2 Nord, tre al Cardarelli e due al San Paolo di Napoli, mentre ulteriori casi sono stati registrati nel Casertano. Non emergono, al momento, concentrazioni analoghe nel Salernitano. Quest’anno, rispetto al 2025, La Campania ha registrato meno caso e dunque non si può parlare di allarme sanitario. I funerali di Silvana D’Alterio sono stati celebrati ieri. La sua morte resta ora al centro della valutazione sanitaria necessaria a distinguere il ruolo avuto dalle diverse patologie in un quadro che, già al momento del trasferimento al Cotugno, si presentava estremamente grave.