Congelare le procedure di recupero e trovare una via d’uscita per evitare di ottemperare alla richiesta della Corte dei Conti. Il caso è quello della cosiddetta “Gettonopoli napoletana”, riguarda i gettoni di presenza percepiti dai consiglieri municipali che secondo le indagini della Guardia di Finanza non sarebbero dovuti. Un danno erariale da 1,6 milioni risalente al 2016 per il quale i consiglieri interessati sono stati chiamati a restituire i compensi. Ricevuti per commissioni che sarebbero state convocate senza rispettare tutti i requisiti o prive di un risultato verificabile, anche perché in molti casi mancherebbero i verbali completi. Gli argomenti indicati genericamente e i collegamenti da bar e spiagge di alcuni partecipanti, sarebbero stati verificati in corso d’indagine e avrebbero spinto la Finanza e la Corte dei Conte a chiedere la restituzione delle somme percepite. Ma ora, i diretti interessati, alcuni dei quali oggi siedono in consiglio comunale, provano a trovare una scappatoia. C’è una proposta che dovrà essere sottoposta all’assise, convocata per domani in prima e il 31 agosto in seconda, firmata dal consigliere Sergio D’Angelo. La delibera punta a congelare le procedure di recupero. L’atto è stato depositato e dovrà ora affrontare l’esame dell’aula.
LA “GETTONOPOLI” CHE FA TREMARE IL COMUNE DI NAPOLI
La vicenda è ormai diventata una delle questioni più delicate a Palazzo San Giacomo, anche perché esplode alla vigilia della lunga corsa verso le elezioni comunali di primavera. Ieri il dossier è stato affrontato in una riunione dei capigruppo. Al tavolo, insieme ai rappresentanti delle forze politiche, c’erano l’assessora alle Municipalità Teresa Armato e il direttore generale del Comune Pasquale Granata.
LO STOP AI RECUPERI
Le lettere hanno però aperto immediatamente il fronte politico. La proposta di D’Angelo prova adesso a intervenire proprio su questa fase, chiedendo che Palazzo San Giacomo non proceda materialmente con le restituzioni fino a quando non sarà completato un esame approfondito delle singole posizioni. La formulazione contenuta nella delibera è netta: bisogna “sospendere ogni procedura di trattenuta, recupero forzoso o compensazione delle somme già liquidate per i gettoni di presenza ai lavori di commissione contestati”. Non si tratterebbe quindi di cancellare gli accertamenti, ma di congelarne gli effetti economici in attesa di stabilire che cosa sia realmente accaduto nelle commissioni finite sotto osservazione.
IL VOTO IN AULA
Chi dovrà votare a favore o contro la proposta? Molti di quelli a cui è stato chiesto di restituire il denaro. Come andrà a finire? Mentre si cerca una scappatoia anche a livello nazionale, la domanda sembra contenere già la risposta.
