Delibera affitti brevi a Napoli, sciolta seduta consiglio comunale: protesta rete Resta Abitante
La delibera sugli affitti brevi ieri è rimasta fuori la porta del Consiglio comunale di Napoli. Al momento della verifica del numero legale in aula erano rimasti 18 consiglieri, il sindaco assente, e la seduta era stata sciolta prima che il testo potesse essere discusso.
Il provvedimento punta a riservare, nel centro storico, almeno il 70 per cento degli spazi alle abitazioni, lasciando fino al 30 per cento agli usi turistici. Un rinvio mentre in città continua a tenere banco il confronto sugli effetti dell’overtourism, tra gentrificazione e affitti sempre più cari. E proprio durante i lavori del Consiglio, all’esterno, la campagna Resta Abitante ha manifestato contro una soglia giudicata troppo alta, chiedendo di scendere sotto il 10%.
“È una soglia altissima. in una città come Napoli dove il 40% delle persone vivono in affitto significa che in un’unità edilizia dove ci sono 10 persone di cui sei sono proprietari di casa quelle 4 persone che rischiano realisticamente di perdere la loro casa 3 su 4 potrebbero andare via”.
Sulla soglia, però, al momento non ci sono aperture, come spiega la vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto: (Intervista nel video allegato).
Un confronto che intanto entra con forza anche nell’agenda europea. Negli ultimi giorni Bruxelles ha proposto nuove regole per dare alle città maggiori possibilità di intervenire sugli affitti brevi nelle aree dove più forte è la pressione sulla casa.
