HomeCronacaA Napoli il "Pride Park, il villaggio dei diritti”

A Napoli il “Pride Park, il villaggio dei diritti”

L’evento, giunto alla quarta edizione, si terrà presso il Real Albergo dei Poveri in piazza Carlo III. Resa nota una lettera delle detenute trans nel carcere di Secondigliano: "Vogliamo uguaglianza e inclusività di genere''.

Sino a domenica 28 giugno il capoluogo partenopeo ospita il “Napoli Pride Park”, il “villaggio dei diritti”. L’evento, giunto alla quarta edizione, si terrà presso il Real Albergo dei Poveri in Piazza Carlo III.

Semplici e di lungo periodo le richieste della comunità LGBTQIA+ alle istituzioni, nazionali e locali. Promuovere diritti, azioni, benessere, campagne, manifestazioni, monitorare e fare pressione sul parlamento e sulle istituzioni affinché in Italia vi siano sempre più politiche e leggi egualitarie.

E su quest’ultima fondamentale richiesta è stata resa pubblica anche una lettera scritta a mano delle detenute transessuali del carcere di Secondigliano di Napoli.

Il messaggio, firmato “Le Sirene di Secondigliano”, è arrivato ad “Antinoo Arcigay Napoli”, che insieme ad Associazione Trans Napoli e Pride Vesuvio opera all’interno della struttura penitenziaria attraverso lo sportello di volontariato “Al di là del Muro”.

La missiva è un appello corale indirizzato alle istituzioni e a tutta la comunità LGBTQIA+ per rivendicare dignità, diritti e veri percorsi di reinserimento.

Le donne trans in carcere chiedono allo Stato “parità, uguaglianza e inclusività di genere negli istituti di pena della regione Campania”. Non domandano sconti; ma un sistema penitenziario che curi “l’aspetto umano, sociale e psicologico del reo” per “garantire un riscatto sociale equo e prevenire le recidive”.

La loro è una richiesta di visibilità e umanità: “Noi siamo la voce più bassa, la voce muta che non si sente, vogliamo far sentire la nostra voce, siamo detenute; ma ci siamo. Non siamo solo qui a scontare la pena!”. A chiudere la lettera, un potente messaggio: “Noi sappiamo che l’antidoto di tutto ciò è la pace”.