Porto d’armi, stretta su concessioni. L’esperto: “Normativa a volte troppo farraginosa”
Il caso Roggero, il gioielliere della provincia di Cuneo che ha ucciso i rapinatori ed è stato arrestato, ripropone la questione dell’uso delle armi nel nostro paese. In Campania non si registra un aumento delle vendite, ma ci sono regole più stringenti, in particolare per le province di Napoli e Caserta, sulla detenzione dei proiettili.
Si registra una stretta, invece, sulla concessione del porto d’armi per difesa personale, oltre a una crescente attenzione delle Prefetture su tutte le procedure. In città, le poche armerie, sono presidi di legalità e fungono anche da controllo sul territorio. Proprio per fare chiarezza, Ciro Spatarella, armiere esperto in balistica forense e tiro, spiega: “Le norme sui diversi tipi di porto d’armi sono chiare, chi li concede può revocarli in qualunque momento. Servono competenze tecniche e doti psico-attitudinali”.
Sul caso Roggero non si sbilancia: “C’è stato un leggero eccesso, ma ragionare su queste questioni stando seduti a tavolino non aiuta. Chi può dire cosa è scattato nel cervello di chi si è visto puntare una pistola in faccia da uno che non sapeva nemmeno cosa voleva?”.
Spatarella evidenzia anche alcune difficoltà rispetto all’interpretazione delle normative che in alcuni casi rischiano di creare pericolosi precedenti: “Purtroppo, spesso, ci troviamo con normative farraginose, di difficile interpretazione e che cambiano di continuo. Per cui, può succedere, che da un commissariato all’altro cambi l’interpretazione. E questo crea pericolosi precedenti”.
