Sì, ma c’è la clausola da rispettare. È un’espressione che si potrebbe utilizzare in una miriade di casi che hanno accomunato il calciomercato del Napoli da quando Aurelio De Laurentiis ne è diventato il presidente, più di vent’anni fa. “Non sono pazzo, sono un visionario“, è una sua frase diventata virale sui social magari con qualche edit simpatico su TikTok. Sono tante le situazioni per le quali De Laurentiis non è passato inosservato. Ma se c’è un aspetto molto interessante è senza dubbio quella delle clausole nei suoi lunghi e particolari contratti.
“Nell’universo”
Una bel retroscena lo aveva svelato Ghoulam qualche anno fa: “I contratti di De Laurentiis sono validi anche nello spazio“. Proprio il presidente aveva rivelato, in un’intervista da Fabio Fazio, il significato di questa espressione: “La mia famiglia ha sempre avuto una gran cultura per la musica. La società oggi avrà più di 1.500 colonne sonore, nei contratti che facevamo c’era scritto “nell’universo”. Se un astronauta sta andando per aria su Marte, la Nasa gli manda le immagini di una partita o di un film. Un domani potrebbero esserci molte più persone“.
La clausola di riservatezza
Quando un tesserato del Napoli lascia il club non può effettuare alcun tipo di rivelazione. Nei contratti di De Laurentiis, infatti, è presente una clausola di riservatezza. La fotografia di questo è la polemica di Gonzalo Higuain e l’esultanza rabbiosa che, dopo aver segnato al San Paolo nel 2017 con la maglia della Juventus, si è girato indicando De Laurentiis dicendo: “Es tu colpa“, se sono andato via. Quando poi la clausola è scaduta, nel 2020, ha detto: “Tra di noi non c’era più alcun rapporto, il suo modo di pensare era molto diverso dal mio. Non avrei voluto passare un altro minuto con lui“.
La clausola solo per l’estero
Dopo il passaggio di Higuain alla Juventus, De Laurentiis decise di inserire soltanto clausole d’acquisto per l’estero. Nel 2019 il Villarreal pagò quella da 6 milioni di euro per Raul Albiol. E Maurizio Sarri l’anno prima volò in Premier League al Chelsea dopo un lungo braccio di ferro con il Napoli. L’ago della bilancia fu Jorginho, con i Blues che lo soffiarono al Manchester City per circa 58 milioni di euro. Da quel momento i rapporti con i Cityzens si sono rotti.
Ancelotti e i post commerciali sui social
È stato Carlo Ancelotti a sostituire Sarri sulla panchina del Napoli. L’esperienza è durata circa un anno e mezzo dopo. Il Fatto Quotidiano aveva pubblicato delle voci del suo contratto, come per esempio sull’auto: “Obbligo di utilizzarla per tutti gli spostamenti, di non cederla ad altri, di non portarla in officine non autorizzate. La benzina, i lavaggi e i rabbocchi di olio a carico dell’allenatore“. Oppure sui social, con Ancelotti obbligato a fornire le password: “Ma solo per post con fini commerciali“.
La clausola di non concorrenza di Spalletti
Dopo l’addio di Roberto Mancini, la FIGC voleva ingaggiare Luciano Spalletti, da poco vincitore di uno scudetto fantastico con il Napoli. Ma c’era un problema, ovvero la clausola di non concorrenza inserita nel contratto. In sostanza, l’allenatore doveva rimanere fermo per un anno e non andare in club concorrenziali al Napoli. La Nazionale italiana non era un’opzione in quel momento, poi la situazione si è risolta.
Osimhen e la clausola anti Serie A
L’ultimo esempio di questa lunga serie è Victor Osimhen. Dopo un lungo braccio di ferro, il centravanti nigeriano è stato ceduto al Galatasaray a titolo definitivo. Ma l’affare si è portato a termine soltanto con una clausola anti Serie A, che impedisce al club turco di cedere Osimhen in Italia, a meno che non venga versata una penale carissima: 70 milioni il primo anno, 50 milioni il secondo. Il centravanti nigeriano potrebbe essere ceduto in Serie A senza rispettare clausole solo a partire dall’estate 2027. Una bella trovata da parte del presidente De Laurentiis visto l’interessamento forte della Juventus per Osimhen.

