HomeCronacaAutonomia differenziata, Solombrino (Met): "in Parlamento basta traditori del sud"

Autonomia differenziata, Solombrino (Met): “in Parlamento basta traditori del sud”

Il Mezzogiorno ha il diritto di sapere chi, dopo aver chiesto i voti ai cittadini del Sud, oggi vota in Parlamento per sottrarre al Sud risorse, servizi e diritti. Non consentiremo più che tutto questo avvenga nel silenzio generale.

Lo dichiara Rossella Solombrino, segretario nazionale del Movimento Equità Territoriale, dopo il voto favorevole espresso da ventiquattro senatori eletti nelle regioni meridionali sulle pre-intese dell’Autonomia Differenziata riguardanti Piemonte, Lombardia, Veneto e Liguria.

“Con questo progetto – afferma – si vuole consentire alle Regioni più ricche di trattenere sempre più ricchezza e di garantire servizi migliori solo a chi vive nei territori già privilegiati. Significa poter offrire contratti più vantaggiosi a medici e infermieri, attirando ulteriormente professionalità dal Sud e aggravando una desertificazione sanitaria già drammatica. Significa meno risorse, meno sviluppo, più emigrazione, più disoccupazione e una mobilità sanitaria destinata ad aumentare.  La sanità sarà il primo settore a pagare il prezzo di questa scelta, ma l’effetto domino investirà trasporti, scuola, infrastrutture, ambiente e tutti i servizi essenziali. È un progetto che rischia di istituzionalizzare cittadini di serie A e cittadini di serie B”.

Secondo il Movimento “la Corte costituzionale ha già chiarito che l’autonomia differenziata non può produrre diritti diversi in base alla Regione di appartenenza. Eppure la Lega continua ostinatamente a cercare nuove strade per aggirare quello stop, mentre il resto della politica osserva in silenzio. Il centrodestra, per tenere in piedi la coalizione, continua ad assecondare il disegno della Lega. Ma anche il centrosinistra porta una responsabilità politica pesante: da anni denuncia l’Autonomia Differenziata senza mai affrontarne davvero la radice. La riforma del Titolo V del 2001 è il presupposto costituzionale sul quale questo progetto ha potuto svilupparsi. Se davvero la si considera un pericolo per l’unità del Paese, perché nessuno ha mai avuto il coraggio di cambiarla? Perché c’è sempre una priorità che viene prima dei diritti di venti milioni di meridionali?
Adesso è arrivato il momento della trasparenza. 

Riempiremo il Mezzogiorno con i volti e i nomi dei parlamentari eletti al Sud che hanno scelto di sostenere questo progetto. I cittadini devono sapere chi li rappresenta e come vota quando si decide il futuro delle loro comunità. Lo faremo anche dopo il voto della Camera. Quando si promettono investimenti e sviluppo ci si mette sempre la faccia; è giusto mettercela anche quando si votano provvedimenti che rischiano di penalizzare il territorio che si è stati chiamati a rappresentare.