Bimbo trapiantato al Monaldi non operabile, legale: “La mamma è rassegnata”
Ha lasciato l’ospedale Monaldi di Napoli solo poco prima delle 20 Patrizia, la mamma del bambino trapiantato con un cuore arrivato già danneggiato, dopo settimane trascorse lì, giorno e notte, in una lotta che sembrava non finire mai. Ma il verdetto, arrivato nel pomeriggio, aveva già chiuso ogni spiraglio. Le condizioni del piccolo non sono compatibili con un nuovo intervento.
A stabilirlo è stato un consulto nazionale con specialisti arrivati da tutta Italia. La valutazione al letto del piccolo paziente e gli ultimi esami hanno restituito un quadro clinico troppo compromesso. In questo scenario, tra i medici, l’unico disponibile fino all’ultimo per tentare l’intervento è stato il cardiochirurgo Guido Oppido, che aveva eseguito il trapianto dello scorso 23 dicembre.
In una giornata segnata dall’attesa e dal dolore, al Monaldi sono arrivati anche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Mimmo Battaglia, e il presidente della regione Campania Roberto Fico, per portare vicinanza ai familiari. Il numero uno di palazzo Santa Lucia ha anche trasmesso al ministero della Salute la documentazione raccolta sul caso proprio nella la giornata in cui al nosocomio sono arrivati degli ispettori ministeriali e mentre resta aperta l’inchiesta della Procura di Napoli che vede coinvolti sei tra medici e infermieri.
Solo ieri sera, dopo la segnalazione della possibile disponibilità di un nuovo organo, la speranza si era riaccesa per poche ore. Poi il consulto e la decisione finale. niente nuovo trapianto.
La mamma è rassegnata spiega il legale Francesco Petruzzi: (Intervista nel video allegato)
