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Boom di affitti brevi a Napoli, 188 milioni di euro il fatturato. Studio del Politecnico di Torino: il mercato dominato dai grandi gestori dei B&B

Oltre diecimila strutture turistiche censite e un volume d’affari esploso del 370 per cento. Napoli affronta la trasformazione del mercato abitativo sotto la spinta distorsivo degli affitti brevi.

I calcoli sono contenuti in uno studio recente del Politecnico di Torino, “Full Urban Legacy Lab”, che ha analizzato l’andamento degli annunci su Airbnb, la principale piattaforma per turisti, tra il 2017 e il 2024.

I dati aggiornati del Comune di Napoli contano circa cinquemila locazioni brevi, quattromila tra case vacanze e affittacamere e le restanti strutture B&b, arrivando a registrare interi condomini convertiti in B&B come in piazza Nicola Amore, via Toledo e piazza Municipio. L’indagine del Politecnico rivela che il fatturato complessivo supera i 188 milioni di euro all’anno, facendo schizzare la tariffa media giornaliera a 110 euro per notte.

Il fenomeno ha provocato, di riflesso, un aumento dei canoni di locazione residenziale tra il 32 e il 42 per cento nei quartieri centrali di Napoli, ossia quelli di San Ferdinando, Chiaia, Montecalvario e Pendino, con una quota di intere abitazioni offerte ai visitatori salita al 66,6 per cento.

La ricerca evidenzia inoltre un’avanzata dei grandi gestori: i padroni di più di dieci appartamenti crescono del 90,1 per cento e le unità in loro possesso balzano del 315 per cento, arrivando a controllare gran parte degli introiti con i gestori medi. La tendenza valica i confini cittadini espandendosi anche a Pozzuoli, Bacoli, Ercolano e Procida.

Questo andamento distorsivo è la principale causa di gentrificazione, ossia quel processo di trasformazione e riqualificazione di quartieri urbani popolari o degradati in zone residenziali e commerciali di pregio, che porta all’aumento dei prezzi degli affitti e delle case e alla progressiva sostituzione dei residenti storici a basso reddito con classi sociali più abbienti.

Per contrastare questi effetti distorsivi, la giunta Manfredi ha approvato a larga maggioranza una variante urbanistica che fissa un tetto massimo del 30 per cento per palazzo agli alloggi turistici, mentre lo studio accademico suggerisce di elevare i requisiti di qualità dei servizi offerti.