Scacco al clan egemone ad Arzano e nei comuni vicini: arresti per estorsioni. Gli inquirenti fanno luce anche sull’omicidio di Rosario Coppola del 4 febbraio scorso.
I carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare del tribunale di Napoli. Il provvedimento conferma e rinnova il decreto di fermo della DDA, già eseguito lo scorso 21 aprile, nei confronti di soggetti gravemente indiziati di associazione mafiosa, omicidio volontario, estorsione aggravata e detenzione illegale di armi. L’indagine, è stato chiarito, colpisce un’associazione camorristica operante ad Arzano e nei comuni limitrofi.
Gli accertamenti hanno permesso di ricostruire le circostanze dell’omicidio di Rosario Coppola, avvenuto il 4 febbraio scorso: l’uomo è rimasto vittima di un tragico errore di persona. L’uomo fu ucciso per sbaglio perché era a bordo di un’auto bianca simile a quella su cui viaggiava il boss vero obiettivo dei killer.
Nell’attuale misura cautelare, il GIP ha convalidato il quadro indiziario per 7 persone già fermate e ha individuato gravi indizi a carico di ulteriori 10 indagati. Tra questi figurano i vertici della consorteria criminale.
Gli arrestati, nonostante alcuni fossero in regime di detenzione, continuavano a impartire ordini ai sodali liberi sul territorio.
Secondo l’ipotesi investigativa, il clan manteneva la propria egemonia attraverso la gestione capillare delle estorsioni. I proventi economici, dal pizzo le entrate superavano i 70mila euro al mese, servivano a garantire il pagamento della cosiddetta “mesata”, il sostegno destinato ai membri dell’organizzazione detenuti.
