sabato, Dicembre 3, 2022
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Il Grand Hotel Vesuvio compie 140 anni: un libro per celebrare Napoli e la sua storia

Il Grand Hotel Vesuvio compie 140 anni e li festeggia attraverso la pubblicazione del volume a cura di Annunziata Berrino, docente di Storia Contemporanea all’Università degli Studi di Napoli, Federico II “Grand Hotel Vesuvio, Napoli 1882-2022” (Guida Editori, grafica di Adriano Alfaro) che ricostruisce ed interpreta la storia di uno degli alberghi più prestigiosi di Napoli.

Il Vesuvio nacque nel 1882 con il nome di Hotel du Vésuve, dalla volontà dell’imprenditore e banchiere belga Oscar De Mesnil, di costruire un albergo per offrire servizi  ai clienti dei Bagni del Chiatamone, centinaia di vasche termali da lui realizzate per far concorrenza alle località più mondane d’Europa. “Volevamo festeggiare un traguardo così importante ed ho pensato che raccontare la storia del Vesuvio sarebbe stato come raccontare la storia di Napoli, perché l’hotel è un crocevia nel quale si sono incontrati negli ultimi 40 anni i personaggi più importanti ed influenti del mondo. – racconta Sergio Maione, Presidente e amministratore delegato della Grande Albergo Vesuvio spa – Tre, a mio giudizio sono stati i momenti  importanti della storia dell’hotel: l’intuizione del barone De Mesnil che costruì l’hotel lì dove vi era un fiorente centro termale; la rinascita post bellica, dopo il bombardamento tedesco, grazie alla famiglia Fiorentino di Sorrento che con la riapertura dell’albergo negli anni ‘50, ha ridato lustro alla struttura; poi, sotto la mia gestione, la rinascita turistica del Vesuvio è avvenuta grazie al  G7, subito dopo la totale ristrutturazione dell’hotel. Ho voluto applicare la visione di crescita sociale e culturale nella gestione di un albergo che è parte importante della storia del turismo della città e del golfo di Napoli”.

Il libro ripercorre la storia dell’albergo che va di pari passo con la storia del turismo nella città di Napoli. Dai primi letterati belgi ad ospiti di prestigio come la regina Sofia di Svezia, lo scrittore francese Guy de Maupassant, Oscar Wilde e Gabriele D’Annunzio.

Il nome Grande Albergo Vesuvio arrivò quando nel 1940 il governo fascista vietò l’uso di parole straniere. Con l’attuale proprietà il marchio diviene Grand Hotel Vesuvio.

Il grande lavoro iconografico raccolto nel volume ricorda ogni momento storico dell’albergo. Requisito dai tedeschi con il secondo conflitto mondiale, l’albergo ha vissuto un bombardamento e due restauri: nel 1950 a firma di Michele Platania che ridisegnò la facciata, ingrandì l’edificio ed aumentò le camere; dal 1989 sotto la direzione dell’architetto Luigi Casalini. Oggi l’albergo è dotato di un centro benessere, 21 suite di cui la “presidenziale” da 310 metri quadri ed uno Sky lounge al decimo piano.

  “È un libro progettato e realizzato nel segno dell’innovazione. Prima di tutto innovazione nella narrazione, perché la lunga storia del Grand Hotel Vesuvio viene ripercorsa alla luce delle più recenti interpretazioni internazionali di storia del turismo.

Innovazione nella comunicazione, perché ho scelto di realizzare testi brevi e semplici, che, pur senza perdere la scientificità e il dato documentale, possano divulgare a un pubblico di lettori quanto più ampio possibile e internazionale una storia del turismo che di per sé è estremamente complessa. – Così l’autrice del volume, Annunziata Berrino, docente di Storia contemporanea dell’Università di Napoli Federico II, racconta il suo lavoro –

Innovazione anche nell’apparato illustrativo, perché ogni immagine è stata accuratamente individuata e contestualizzata con gli strumenti della storia dell’iconografia.

Infine, il design tipografico si sposta dai classici libri-cataloghi verso una grafica che pone grande enfasi sui caratteri e su una disposizione armonica delle immagini, fortemente ispirata dalle interfacce informatiche. Non mancano illustrazioni ideate per alimentare l’immaginario turistico di lettori nativi digitali. Napoli e l’Italia necessitano di una radicale innovazione nell’ambito della comunicazione turistica e mi auguro che questo libro possa contribuire a collocare in maniera più pertinente il grande ruolo svolto dall’Italia, dal golfo e dalla città di Napoli nella storia e nell’attualità del turismo”.

I personaggi che nel tempo vi hanno soggiornato hanno anche ispirato i luoghi di accoglienza della struttura. Al tenore Enrico Caruso che nell’hotel trascorse gli ultimi giorni della sua vita nel 1921, è dedicata la splendida terrazza.

Negli anni ‘50 il night club “La Vesuvietta“ ospitava il Jet set  dell’hotel: Rita Hayworth, Clark Gable, Grace Kelly ed il principe Ranieri di Monaco, Gina Lollobrigida.

Il Vesuvio rappresenta da quasi un secolo e mezzo non solo l’ospitalità della città, bensì anche un rapporto tra il turismo a Napoli e la cultura europea e mondiale

Sono tanti gli uomini e le donne di cultura, artisti, scienziati, politici che dagli anni ‘90 hanno poi ripreso a frequentare il Vesuvio. La scienziata Rita Levi-Montalcini, il Presidente emerito Giorgio Napolitano, il regista e attore Woody Allen, Sofia Loren. Il libro delle firme è un susseguirsi di personaggi iconici. Bill Clinton, il tenore Luciano Pavarotti, Lucio Dalla, Bruce Springsteen gli attori Jude Law e Gwyneth Paltrow, Tom Cruise, Julia Roberts. Il libro ricorda con foto e documenti i loro soggiorni.

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