Il Papa è giunto a Pompei. Dopo il primo incontro con i disabili e gli ammalati, si è avviato a bordo di una golf cart scoperta bianca al santuario. Alle ore 12 celebrerà la messa e pronuncerà la supplica alla Beata vergine del Santo Rosario di Bartolo Longo. La supplica viene recitata ogni anno l’8 maggio da migliaia di fedeli nel mondo.
“Quando San Bartolo giunse per la prima volta a Valle di Pompei, vi trovò una terra afflitta da tanta miseria, abitata da pochi contadini molto poveri, funestata dalla malaria e dai briganti. Egli seppe vedere, però, in tutti, il volto di Cristo: nei grandi e nei piccoli, e in particolare negli orfani e nei figli dei carcerati, a cui fece sentire, con la sua tenerezza, il palpito del cuore di Dio. A chi poi gli diceva che i suoi giovani erano destinati alla stessa sorte dei loro genitori, rispondeva che l’amore può spingere al bene anche i ragazzi più difficili e che, in ogni campo d’azione, solo la carità assicura vittorie certe, grandi e definitive“.
Queste le parole di Papa Leone XIV nel suo primo discorso a Pompei. Il Santo Padre ha evocato la figura del fondatore della città e del santuario, quel Bartolo Longo che lui stesso ha canonizzato il 19 ottobre scorso a piazza San Pietro. Ancora prima però di farlo il Papa aveva salutato uno ad uno malati e disabili assistiti da “il Tempio della Carità” nella città mariana.
“Bartolo Longo aveva ragione, ha continuato papa Prevost, a fare di questo luogo un centro di vita cristiana e di devozione a Maria conosciuto in tutto il mondo. Alla base di tutto, però c’è la preghiera e in particolare il Santo Rosario. Posto simbolicamente a fondamento del Santuario e della città, esso è il motore nascosto che rende possibile tutto il resto. Raccomando perciò a tutti voi di tenere sempre viva e di diffondere questa antica e bellissima devozione“.
Intanto, mentre il Papa pronunciava queste parole, a Napoli si compiva il prodigio dello scioglimento del sangue di San Gennaro.
Leone XIV ha poi incoraggiato “sacerdoti, religiose e religiosi, coniugi impegnati nelle Case Famiglia, educatori, volontari questo programma di vita. Essere uomini e donne di preghiera, per riflettere, come specchi tersi e umili, la luce che viene da Dio. Così alimenterete, con gesti e parole, la fiamma d’amore che San Bartolo ha acceso e sarete modelli credibili e guide sapienti per questa meravigliosa gioventù. E a voi bambini, ragazzi e giovani, raccomando di avere fiducia in chi si prende cura della vostra crescita“.
