È una Carmen molto particolare quella che andrà in scena all’Agorà Morelli, domenica 8 febbraio, alle 17:00 (ingresso libero). Il regista Filippo Rotondo firma una drammaturgia snella che sottrae l’opera di Bizet al folclore spagnolo e la immerge nel contesto partenopeo della seconda guerra mondiale e della resistenza di Napoli nelle gloriose Quattro Giornate.
L’Agorà Morelli è stato un rifugio antiaereo e consente al pubblico di vivere un’esperienza immersiva e site-specific. In questo contesto, la bella Carmen che rivendica il proprio diritto ad amare chi vuole diventa metafora vivente della città che si ribella alla prepotenza dell’occupante tedesco: Carmen, come i partigiani, non accetta compromessi, non si piega all’autorità, non rinuncia alla propria identità, anche quando il prezzo da pagare è la morte.
Protagonisti Ginevra Martalò (Carmen), Hayk Vardanyan (Don Josè), Filippo Rotondo (Escamillo), Maria Emilia Gomez (Frasquita) accompagnati al pianoforte da Tatyana Sapeshko. Attori e coristi in scena: Anna Povenzano, Giuseppina Coppola, Gelsomina Ragosta, Raffaella Catapano, Ida Marchisano, Giuseppe Bianco, Francesco Meer, Francesco Milo, Pasquale Gallo, Giuseppe Porricelli, Antonio Vecchione. La scenografia è curata da Matilde Folli.
La Carmen di Bizet va in scena con il prezioso supporto e lavoro di Sonia Montone,Giovanna Settembre, Carmen Sarnataro, Olga Allocca, Salvatore Caruso, che hanno contribuito in modo determinante alla realizzazione del progetto.
CARMEN – UN PROGETTO SOCIALE
Lo spettacolo è parte di un progetto sociale, giunto al secondo anno di attuazione, finanziato Rotary Distretto 2101, governatore Angelo De Rienzo, con il supporto dei Rotary Club Posillipo, Castel Sant’Elmo, Somma-Vesuvio Nord, Campi Flegrei e del Rotaract Napoli Posillipo e coinvolge attivamente i pazienti del centro diurno del Santa Maria del Pozzo Hospital di Somma Vesuviana.
Attraverso laboratori musicali e teatrali, i giovani partecipanti diventano protagonisti dell’opera, danzando, cantando e recitando accanto agli artisti professionisti. Come già sperimentato l’anno scorso con “Cavalleria Rusticana”, il progetto ha mostrato benefici concreti nello sviluppo delle capacità cognitive e di socializzazione, equilibrio e coordinazione, confermando il valore dell’arte come strumento di inclusione, crescita e cura.

