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Morte di Domenico Caliendo: Oppido e Bergonzoni sospesi per 12 e 7 mesi

Accolte le tesi accusatorie di procura e carabinieri del Nas. Contestati ai due cardiochirurghi anche l'omicidio colposo in concorso insieme ad altri 5 medici e la reponsabilità sulla necrosi da ghiaccio secco ed Ecmo

Il gip di Napoli ha disposto l’interdizione dalla professione medica per il cardiochirurgo Guido Oppido e per la sua vice Emma Bergonzoni. I due sono stati sospesi rispettivamente per 12 e 7 mesi con l’accusa di falso materiale e ideologico in concorso in relazione alla compilazione della cartella clinica del bimbo.

I cardiochirurghi il 23 dicembre scorso eseguirono il trapianto di cuore al piccolo Domenico Caliendo, morto poi il 21 febbraio nell’ospedale Monaldi.

Secondo la procura di Napoli e i carabinieri del Nas (guidati dal comandante Cisternino), i due medici hanno scritto nei giorni successivi all’operazione di avere eseguito cannulazione e circolazione extracorporea dopo l’arrivo dell’equipe che aveva effettuato l’espianto a Bolzano. Dagli accertamenti risulta invece che le operazioni erano iniziate prima dell’arrivo dell’equipe all’ospedale Monaldi.

A Oppido e Bergonzoni, oltre al reato di falso, la procura contesta anche l’omicidio colposo in concorso insieme ad altri cinque medici.

L’Azienda Ospedaliera dei Colli aveva comunque già sospeso Oppido in via preventiva.

Sul fronte delle indagini, il 10 giugno si è concluso l’incidente probatorio disposto dal gip. Sono stati analizzati i due cuori: quello giunto congelato da Bolzano (a causa del ghiaccio secco) e quello malato del bambino.

Gli esami si sono svolti nel Policlinico di Bari. Hanno partecipato tutti i consulenti degli indagati e della famiglia del piccolo Domenico.

Il medico legale della famiglia Caliendo ha reso noto che gli accertamenti hanno evidenziato segni di necrosi: provocati dalle basse temperature e anche dall’uso prolungato dell’Ecmo (il meccanismo per la circolazione extracorporea).