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Telefonini, web e vacanze: i rischi per i bambini. Dalla privacy alla geolocalizzazione, ecco i consigli per una estate digitale in sicurezza

Almeno durante l’estate, le vacanze, nel corso delle ferie trascorse coi genitori, i bambini dovrebbero stare lontani dagli smartphone, tablet, videogiochi e social network. Questo l’invito dell’associazione Meter (www.associazionemeter.org)

E gli esperti, i pediatri, aggiungono: i bambini durante il periodo estivo dovrebbero stare quanto più tempo possibile all’aria aperta e fare giochi condivisi con coetanei.

Insomma l’estate dovrebbe essere proprio e di fatto l’altra stagione per i bambini. Invece, con l’aumento del tempo libero, i bambini rischiano di trascorrere ancora più tempo sui social, sui tablet, sui videogiochi e sui cellulari.

L’associazione Meter lancia quindi l’allarme: crescono così i rischi di adescamento online, deepfake e diffusione incontrollata di immagini. Per proteggere bambini e ragazzi, l’organizzazione ha pubblicato “E-State responsabili”, un decalogo con dieci consigli.

1. La regola del “No-Share” in costume
Evita tassativamente di pubblicare foto di bambini in costume da bagno, nudi o in situazioni intime (bagnetto, cambio pannolino). Anche se l’intento è affettuoso, queste immagini sono il bersaglio primario delle raccolte “pedo-soft” che alimentano il traffico di materiale pedopornografico.

2. Attenzione all’Intelligenza Artificiale (IA)
Le foto che pubblichi possono essere prelevate e utilizzate da malintenzionati per creare deepfake o immagini manipulate con AI, inserendo il volto di tuo figlio in contesti inappropriati o dannosi. Meno materiale “pulito” lasci online, meno “materia prima” hanno per le loro manipolazioni.

3. Configura la privacy in modo restrittivo
Se proprio decidi di condividere un momento, assicurati che la cerchia di persone autorizzate a vedere i contenuti sia ristretta e verificata. Ricorda però che il rischio di screenshot o ricondivisioni rimane sempre alto.

4. Gestione dei metadati, Geotagging
Disattiva la geolocalizzazione nelle impostazioni della fotocamera dello smartphone. Molte foto contengono dati EXIF che rivelano esattamente dove ti trovi, facilitando il compito a chi volesse rintracciare fisicamente il minore.

5. Educazione al consenso familiare
Stabilisci patti chiari con nonni, zii e amici: chiedi esplicitamente di non pubblicare foto dei tuoi figli sui loro profili social. La loro “privacy” non è meno importante della tua.

6. Attenzione agli adescamenti Grooming
I bambini che iniziano a usare tablet, console di gioco connessi sono esposti al rischio di adescamento.
Monitora le chat, i messaggi nei giochi online e spiega loro che non devono mai scambiare informazioni personali o foto con estranei, anche se sembrano coetanei.

7. Il valore dell’esempio
Prima di postare una foto, chiediti sempre: “Mio figlio, una volta grande, vorrebbe che questa immagine fosse visibile a tutti?”. Rispetta la loro dignità futura, evitando di creare una “storia digitale” che loro non hanno scelto di iniziare.

8. Verifica le policy di centri estivi e scuole
Quando affidi i tuoi figli a terzi, pretendi e firma liberatorie che vietino esplicitamente la pubblicazione di immagini dei minori su qualsiasi canale social (anche WhatsApp) senza un’autorizzazione specifica e limitata.

9. Occhio alla condivisione di “fatti di vita”
Evita di postare dettagli sulla routine (es. “Siamo ogni giorno in questa spiaggia”, “Il bimbo va a nuoto in quel centro”). Rendere prevedibili gli spostamenti del bambino lo espone a rischi concreti di interazione indesiderata nel mondo reale.

10. Segnalazione tempestiva
Se ti imbatti in contenuti sospetti, profili che ti contattano in modo strano o se sospetti che foto di minori siano state diffuse senza consenso, non esitare a segnalare alle autorità competenti che operano quotidianamente per la tutela dei minori online e offline.