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Sui fenomeni geologici dell’area flegrea, l’Ingv: “La durata dei lavori nella galleria tra Pozzuoli e Fuorigrotta non cancella i dati sulla CO₂”

Sulla criticità del fenomeno bradisismico e vulcanico dell’area flegrea bisogna considerare soltanto i dati scientifici e tecnici. L’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, mette i puntini sulle «i» con una nota ufficiale bacchettando chi prova a usare i tempi della chiusura ferroviaria per sminuire i rilievi sulla anidride carbonica presente in particolare sulla tratta Pozzuoli – Fuorigrotta.

«La durata degli interventi tecnici programmati dal gestore sulla Linea 2 della Metro non modifica né mette in discussione le evidenze scientifiche relative alla presenza di concentrazioni anomale di CO₂ rilevate nella galleria attraversata dai treni. Il tempo di chiusura di una linea ferroviaria non è un dato scientifico, si sottolinea nel comuinicato dell’istituto, e non può essere utilizzata per stabilire se la CO₂ sia o meno rilevante nel fenomeno osservato. Una deduzione di questo tipo non ha fondamento tecnico-scientifico».

Il messaggio dell’INGV insomma è chiaro: la presenza e l’entità del gas in galleria si valutano solo con misure strumentali, non con ragionamenti sui tempi o sulle modalità degli interventi sull’infrastruttura.

L’INGV ribadisce poi nel comunicato il proprio impegno nel monitoraggio dei Campi Flegrei e nella risposta tempestiva a fenomeni anomali, come già accaduto per l’Istituto Petronio e per la stessa galleria ferroviaria. L’istituto mette a disposizione competenze tecniche e scientifiche per supportare gli enti competenti nelle valutazioni e negli eventuali interventi di mitigazione.

L’obiettivo dell’Osservatorio Vesuviano, si legge infine nella nota, “è fornire dati verificati, aggiornati e scientificamente fondati, evitando semplificazioni che possano generare confusione nella popolazione”.