Urla disperate stravolgono un piccolo angolo nel centro di Acerra. Qualcuno chiama il 112. I carabinieri arrivano subito. Sono le 20.30 di ieri.
Ancora prima di bussare in quell’abitazione al pian terreno, i militari sentono una voce femminile che implora aiuto e dice soltanto una parola: “Liberatemi”.
All’interno della casa c’è una 34enne sconvolta. Con la voce rotta dalla paura racconta attraverso la finestra, che il compagno, anche lui 34 anni, la tiene segregata in casa da 5 giorni. Lui esce, chiude tutto a chiave e porta via il cellulare di lei. Nessun contatto con il mondo.
Ascoltano i carabinieri; ma non riescono ad entrare. La doppia porta d’ingresso è sbarrata e l’unica finestra ha una robusta cancellata. Servono i vigili del fuoco. Che arrivano dopo poco.
La donna viene salvata e accompagnata fuori. Più di ogni altra parola è il suo volto a parlare: piange, respira profondamente, come chi torna libera dopo giorni di paura.
Denuncia violenze e maltrattamenti. Giornate da prigioniera, senza telefono, senza chiedere aiuto per paura di essere ancora picchiata. I carabinieri la tranquillizzano. Lei denuncia tutto.
Le ricerche dell’uomo durano poco perché lui è lì, a pochi metri dall’appartamento. Si confonde tra residenti e curiosi. Osserva la scena, assiste al salvataggio come uno spettatore qualsiasi.
Ma i militari lo riconoscono, si avvicinano e per lui scattano le manette. Finisce in carcere. Dovrà rispondere di sequestro di persona e maltrattamenti in famiglia.
Proprio oggi i carabinieri hanno presentato un dossier choc sulla violenza di genere a Napoli: per questo reato c’è una chiamata al 112 ogni quattro ore. In un anno, sei ogni giorno per 12 mesi consecutivi. Qui l’articolo https://videoinformazioni.com/sei-violenze-di-genere-al-giorno-una-ogni-4-ore-dossier-choc-dei-carabinieri-di-napoli/
