sabato, Luglio 20, 2024
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Violenza di gruppo, arrestati cardiologo e pm onorario

Un cardiologo, in servizio in un ospedale di Benevento, ed un vice procuratore onorario, all’epoca dei fatti in servizio presso la Procura di Lecce, sono finiti ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale di gruppo aggravata dalla circostanza di esser stata realizzata da un pubblico ufficiale nell’esercizio delle sue funzioni: nel corso di apparenti visite mediche avrebbero abusato di alcune ignari pazienti riprendendo poi tutto con foto e video.
Si tratta di un avvocato della provincia di Taranto, Antonio Zito, 58 anni, all’epoca dei fatti vice procuratore onorario in servizio alla Procura della Repubblica del tribunale di Lecce, e un medico cardiologo in servizio in un ospedale di Benevento, Giovanni Vetrone, di 60 anni.  Nei confronti dei due indagati nel 2023 la Procura di Benevento aveva già chiesto l’arresto, poi negato da gip. Le misure cautelari scaturiscono da una pronuncia della Corte di Cassazione che ha dichiarato esecutivo il provvedimento del tribunale del riesame del febbraio scorso di accoglimento dell’appello della Procura della Repubblica di Benevento.

COSA ACCADEVA NELLO STUDIO
DEL MEDICO ARRESTATO?

Le ignare pazienti, stando alle indagini delle Fiamme gialle, sarebbero state anestetizzate e sottoposte ad abusi per poi essere filmate dai due uomini a turno. Le immagini venivano diffuse su un gruppo whatsapp: per questo i due arrestati devono rispondere anche di diffusione illecita di immagini e video a sondo sessuale. Vetrone programmava le visite e contattava l’amico avvocato, che partiva da Pulsano alla volta di Benevento per prendervi parte indossando il camice bianco e fingendosi medico. Per lui l’accusa è anche di esercizio abusivo della professione medica. Dai telefoni cellulari e dai dispositivi telematici sequestrati dai finanzieri del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Lecce (che stava indagando su Zito per altri presunti reati) sarebbero emersi ulteriori elementi di colpevolezza. Dopo aver appreso dell’inchiesta Zito si era autosospeso, mentre Vetrone svolgeva regolarmente il suo incarico in ospedale.

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