Quello che più colpisce è il puzzo irrespirabile, i miasmi che ti impediscono di aprire le finestre, di stendere i panni al sole in questa bollente estate 2026. E poi c’è la schiuma bianca e densa che avvolge le acque: è lo scenario che da giorni i residenti di Scafati, in particolare di via Francesco Budi, sono costretti a sopportare nelle vicinanze del fiume Sarno. Un fenomeno nauseabondo che, secondo le segnalazioni degli abitanti, coinciderebbe con l’avvio della stagione di lavorazione dei pomodori, alimentando il sospetto che dietro lo sversamento ci siano scarichi illeciti di reflui non depurati.
Nonostante le ripetute chiamate al 112, ai Carabinieri e all’ARPAC, la popolazione denuncia l’assenza di interventi concreti e risolutivi. L’odore acre e persistente è talmente insopportabile che molte famiglie si barricano tra le mura domestiche, tenendo porte e finestre sigillate per proteggersi dai miasmi. Un vero e proprio assedio ambientale che compromette la vita quotidiana dell’intero quartiere.
Il sospetto, diffuso tra i cittadini, è che alcune attività industriali o commerciali della zona evitino di attivare i depuratori, convogliando i rifiuti liquidi direttamente nel fiume e, quindi, poi nel mare. Una pratica che, se confermata, configurerebbe un grave danno alla salute pubblica e all’ecosistema. Gli abitanti dell’Agro Nocerino-Sarnese, per questo, chiedono alle autorità un giro di vite: controlli a tappeto, sequestri e sanzioni esemplari contro chi inquina. Una tolleranza zero che, nella situazione critica che attanaglia il Sarno, appare sempre più urgente e indifferibile.
