BARI – Slitta al 1° ottobre l’udienza davanti al Tribunale di Bari sulla richiesta di liquidazione giudiziale per insolvenza della SSC Bari della famiglia De Laurentiis, presentata dalla Procura dopo la retrocessione della squadra in Serie C. Il rinvio è stato disposto dopo la richiesta del procuratore Roberto Rossi e degli aggiunti Ciro Angelillis e Milto De Nozza, che hanno chiesto più tempo per esaminare la memoria difensiva e la consulenza depositate dai legali di Luigi e Aurelio De Laurentiis.
La società biancorossa contesta l’esistenza dello stato di insolvenza e sostiene di aver documentato la copertura integrale delle perdite pregresse e degli impegni finanziari relativi alla stagione appena iniziata. Nella memoria depositata nei giorni scorsi il club ha riferito che, grazie agli apporti e alle rinunce del socio unico per oltre 23 milioni di euro nella stagione 2025-2026, il patrimonio netto è tornato positivo per quasi un milione di euro. Filmauro si è inoltre impegnata ad assicurare il fabbisogno finanziario della società per la stagione 2026-2027.
Di diverso avviso la Procura, secondo cui la SSC Bari avrebbe accumulato tra il 2019 e il 2025 perdite per circa 30 milioni di euro, con una situazione di squilibrio economico, patrimoniale e finanziario finita al centro dell’inchiesta. Nel fascicolo risultano indagati Luigi De Laurentiis, amministratore unico della SSC Bari, e il padre Aurelio De Laurentiis, presidente del cda del Napoli e legale rappresentante di Filmauro. Le ipotesi di reato sono false comunicazioni sociali, in relazione al bilancio 2024 del Bari, e bancarotta fraudolenta. Le contestazioni sono nella fase delle indagini e non costituiscono un accertamento di responsabilità.
Il confronto si sposta ora a ottobre. La Procura avrà tempo per approfondire la documentazione prodotta dalla società, che punta a dimostrare come gli interventi finanziari effettuati abbiano superato le condizioni poste alla base della richiesta di liquidazione giudiziale.

