I grandi eventi sportivi diventano epici anche grazie a chi li racconta. Servono competenza, passione, capacità di cogliere storie e protagonisti che si nascondono dietro una sfida, una vittoria, una sconfitta. E l’America’s Cup che nel 2027 porterà Napoli al centro dell’attenzione internazionale sarà anche una straordinaria sfida per il giornalismo sportivo.
È da questa consapevolezza che è nato l’incontro promosso dall’Ussi insieme all’Aips nel Salone dei Trofei del Circolo Canottieri Napoli. Un confronto tra giornalisti, velisti ed ex velisti per cominciare a guardare all’appuntamento che attende la città, con le regate in programma nella primavera-estate del 2027 e un prologo previsto dal 24 al 27 settembre.
A fare gli onori di casa il presidente del Circolo Canottieri Napoli, Giancarlo Bracale, che ospita il team GB1 con il CEO Ian Walker. A guidare il dibattito il presidente nazionale dell’Ussi, Gianfranco Coppola, che ha introdotto i lavori mettendo subito al centro uno dei temi dell’incontro: l’America’s Cup non sarà soltanto un grande avvenimento agonistico, ma anche una formidabile occasione di racconto e promozione della città.
NAPOLI DAVANTI AL MONDO
Un concetto ripreso dagli assessori comunali Teresa Armato, con delega al Turismo, e Carlo Puca, all’Immagine della città. Amministratori, ma anche giornalisti, hanno affrontato dai rispettivi osservatori il tema della ricaduta che le cronache dell’America’s Cup potranno avere su Napoli e sulla sua immagine internazionale.
Perché per settimane le immagini del Golfo, del campo di regata e della città faranno il giro del mondo. E accanto alla competizione sportiva ci sarà un’altra partita: trasformare l’attenzione generata dall’evento in un patrimonio capace di andare oltre i giorni delle regate.
Sul valore del racconto giornalistico si sono soffermati anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, e il presidente dell’Ussi Campania, Mario Zaccaria.
A portare l’esperienza del campo di regata è stato invece Mario Frongia, vicesegretario nazionale Ussi e componente del Comitato di presidenza, che ha raccontato e analizzato le preregate disputate a Cagliari, offrendo uno sguardo sulla dimensione tecnica e mediatica della competizione.
LE STORIE DEI CAMPIONI
Ma l’America’s Cup vive soprattutto delle storie dei suoi protagonisti. E proprio alle storie è stato dedicato uno dei momenti più coinvolgenti dell’incontro.
Carlo Zazzera, autore del volume “Storie e campioni di Napoli nell’America’s Cup. Le incredibili avventure, i segreti e gli incroci tra la città e il trofeo di vela più antico del mondo”, edito da Le Varie, ha chiamato a raccolta alcuni protagonisti della vela del passato.
Donato Pagliarulo, Lars Borgström, Valeria Lombardi e Paolo Scutellaro hanno riaperto l’album dei ricordi, raccontando esperienze e aneddoti e restituendo la dimensione umana di una competizione che, dietro tecnologia, tattica e velocità, conserva il fascino delle grandi avventure di mare.
I RICONOSCIMENTI
Nel segno della tradizione Ussi, spazio infine alle premiazioni, con la consegna di targhe e medaglie a protagonisti che hanno contribuito a raccontare e valorizzare lo sport.
Un riconoscimento è andato a Giulio Guazzini, storica voce Rai della vela, e al fotografo Gianluca Di Fazio, esperto di grandi eventi velistici. Un momento che ha offerto anche l’occasione per ricordare Carlo Borlenghi, maestro del fotogiornalismo sportivo e grande reporter per immagini della vela, recentemente scomparso.
Premiato anche Paolo Torino, editore di Canale 21, emittente che quest’anno celebra mezzo secolo di attività e che fin dalle origini ha riservato allo sport un ruolo centrale nei propri notiziari e programmi.
L’America’s Cup del 2027 è ancora davanti, ma Napoli ha già cominciato ad avvicinarsi all’appuntamento. E la sfida non riguarderà soltanto gli equipaggi che voleranno sulle acque del Golfo. Riguarderà anche chi dovrà raccontare uomini, barche, tecnologia, emozioni e una città che, per qualche settimana, avrà gli occhi del mondo puntati addosso.
Perché un grande evento entra negli almanacchi con i risultati. Ma diventa storia attraverso il suo racconto.
