America’s Cup, primi veleni: i neozelandesi denunciano la mancata consegna della base

E intanto Luna Rossa si allena nelle acque davanti a Castel dell'Ovo

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“Beh, mi piacerebbe riconquistare la Coppa. Se mi mettessero nelle condizioni di dare il meglio di me, bene. Le squadre sapevano che avrebbero dovuto adattarsi, e va bene così. Ma per quanto ci riguarda, questo ritardo nella nostra preparazione non è sostenibile”. E’ uno dei passaggi della lunga intervista rilasciata da Grant Dalton, CEO di Emirates New Zeland, detentore del titolo dell’ultima America’s Cup e presidente della società organizzatrice. Dalton non usa giri di parole e va dritto al punto: “E’ inconcepibile che, a questo punto, non sappiamo ancora quando ci verrà consegnata la nostra base”.
Ma cosa sta succedendo? Tra un anno, il 10 luglio, è in programma la prima regata, i tempi saranno rispettati? Il team inglese GB1, quello francese “La Roche – Posay Racing Team” e gli svizzeri di “Tudor Alinghi” hanno già le loro basi a Bagnoli. Per gli inglesi anche un accordo con il circolo Canottieri, annunciato ieri dal presidente, Giancarlo Bracale. Luna Rossa che mantiene una base tecnica a Cagliari, in queste ore si sta allenando nelle acque del golfo di Napoli, nello spazio davanti a Castel dell’Ovo che sarà parte del campo di regata. Anche per gli italiani ci sarà spazio, secondo i progetti, a Bagnoli. Ancora ignota la collocazione per “Us American Racing Challenger Team USA” e “Team Australia”, che completano il roster dei partecipanti.

CHI HA ATTACCATO GRANT DALTON?

“Le istituzioni stanno correndo per mettere tutto a disposizione nel più breve tempo possibile – ha aggiunto durante l’intervista a Il Mattino –  In base al nostro contratto, a differenza di altre squadre che costruiscono da sole i propri impianti, è Sport e Salute a essere responsabile della costruzione dello stadio. Se mi chiedete quando avverrà, non lo so. Anche se i lavori iniziassero oggi, dovremmo comunque arrivare al 2027 – proprio alla vigilia delle gare – perché ci vogliono almeno sei mesi per completarlo”. Insomma, prospettive poco rosee e conoscendo il carattere dei neozelandesi la questione rischia di condizionare anche l’ipotesi di una conferma per la prossima edizione che, nelle ipotesi, potrebbe essere ancora a Napoli.

SPORT E SALUTE SEDE NEL PALAZZO DELL’IMMACOLATELLA

“L’Immacolatella è un luogo straordinario, simbolo della storia marittima di Napoli e della sua vocazione internazionale. Scegliere questo spazio come sede di Sport e Salute per l’America’s Cup significa valorizzare un patrimonio della città che guarda al futuro, rafforzando il legame tra Napoli, il mare e lo sport“. Queste le affermazioni di Marco Mezzaroma, presidente di Sport e Salute, in occasione della firma dell’accordo con l’Autorità portuale per l’utilizzo dell’Immacolatella come sede di Sport e Salute.
“Ringraziamo il Governo, a partire dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, – ha aggiunto – per la visione e il sostegno che stanno accompagnando questo storico evento, e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e il presidente, Eliseo Cuccaro, per aver condiviso con noi un percorso che valorizza il rapporto tra istituzioni, comunità e territorio”. Nessun riferimento allo “stadio” per i neozelandesi, ma di sicuro nelle prossime ore occorrerà accelerare per evitare di incrinare un rapprto appena nato, con i detentori del trofeo