Bimbo conteso tra Napoli e l’Ucraina, il padre in presidio davanti sede consolato
Da quasi otto anni Mirko Cappelli non vede suo figlio Aldo e, adesso con il protrarsi del conflitto tra Russia e Ucraina, racconta di non sapere nemmeno se stia bene. Per questo all’esterno del Consolato generale ucraino, al Centro Direzionale di Napoli, si è svolto un presidio per chiedere il rientro del bambino in Italia. La vicenda nasce dopo la separazione tra Cappelli e la madre del minore. Secondo la famiglia, il piccolo fu portato nel Paese senza il consenso del padre. Da allora sono arrivati diversi passaggi giudiziari, in Italia e all’estero, ma il rientro non si è mai concretizzato. La richiesta rilanciata dal presidio è rivolta alle istituzioni italiane e ucraine: verificare le condizioni del bambino e trovare una strada che permetta al padre di riabbracciare suo figlio. (Intervista in video allegato).
Mara Cappelli, legale del padre e zia di Aldo. (Intervista in video allegato).
